ULAANBAATAR, 25 AGOSTO 2026 – Alla COP17 di Ulaanbataar l’Italia partecipa con l’opera permanente “Il Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto. Promossa dall’Ambasciata d’Italia in Mongolia in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sulla lotta alla desertificazione, l’installazione e’ un simbolo di cooperazione tra Italia e Mongolia, sostenibilità e pace preventiva
La 17ª Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD COP17) si svolge nella capitale della Mongolia dal 17 al 28 agosto 2026. Ospitata sotto il tema “Recuperare i suoli. Ristabilire la speranza”, la riunione rappresenta un appuntamento centrale per rafforzare l’azione internazionale contro desertificazione, degrado del suolo e siccità, promuovendo soluzioni capaci di unire tutela ambientale, resilienza climatica, sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile.
Realizzata attraverso la piantumazione di olivelli spinosi, specie autoctona capace di contribuire al contrasto della desertificazione, l’opera traduce il segno distintivo del Terzo Paradiso di Pistoletto in un gesto vivo di cura e rigenerazione del paesaggio. Il progetto si collega anche al “Billion Trees Movement”, l’iniziativa lanciata dalla Mongolia per promuovere la riforestazione e la protezione degli ecosistemi.
Il Terzo Paradiso entra inoltre in dialogo con Narrow Path, la ricerca artistica di Battogtokh Turbat. Ferro e osso, materiali legati alla storia e alla cultura nomade della Mongolia, incontrano il segno universale di Pistoletto, dando vita a uno spazio comune nel quale identità, tradizioni e visioni differenti generano nuove possibilità di convivenza.
L’inaugurazione, alla presenza dell’Ambasciatrice d’Italia in Mongolia, Giovanna Piccarreta, e del Ministro dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici della Mongolia, Sandag-Ochir, ha valorizzato il contributo della cultura alla costruzione della pace preventiva: una pace che si fonda sul dialogo, sulla responsabilità condivisa e sulla capacità di trasformare la cura dell’ambiente in terreno di cooperazione. “L’opera è destinata a restare in Mongolia, quale simbolo dell’amicizia tra i due Paesi e quale testimonianza dell’impegno condiviso per la promozione della pace, del multilateralismo, e della sostenibilità ambientale, oltre che della comune sensibilità verso la bellezza e verso il valore della cultura e delle tradizioni, in entrambi i casi caratterizzate da un importante retaggio storico”, ha sottolineato l’Ambasciatrice.
Il progetto è stato curato da Francesco Stocchi e realizzato con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, del Museo Nazionale Chinggis Khaan, di MIAT Mongolian Airlines e del National Garden Park di Ulaanbaatar.
Nel corso della COP17, l’Italia contribuisce ai lavori multilaterali sui principali temi della Convenzione: ripristino dei suoli, resilienza alla siccità, gestione sostenibile delle risorse idriche, sicurezza alimentare, ruolo dei pascoli e delle comunità pastorali, finanza innovativa e sinergie con le Convenzioni di Rio su clima e biodiversità.
La presenza italiana è valorizzata anche dal Padiglione Virtuale Italia, realizzato dal MASE in collaborazione con MAECI, AICS e ISPRA, che presenta esperienze, progetti e iniziative del Sistema Italia per il contrasto alla desertificazione, la tutela del suolo e la gestione sostenibile dei territori vulnerabili. (@OnuItalia)
