A UniBari una ‘lezione di pace’ del direttore della Base ONU di Brindisi

BARI, 17 APRILE 2026 – L’Università di Bari ha ospitato il direttore della Base Onu di Brindisi, Anton Antchev, nell’ambito del ciclo ‘Lezioni di Pace’. La giornata è stata dedicata all’approfondimento delle dinamiche e delle strategie che rendono efficaci le operazioni internazionali di peacekeeping. Hanno partecipato il rettore Roberto Bellotti e la delegata alle ricerche sulla pace, professoressa Egeria Nalin.

Questa, ha detto Bellotti, è una “occasione speciale” in cui “una delle più importanti basi dell’Onu dialoga con la nostra università che ha oltre 40mila studenti. Dobbiamo rafforzare la nostra collaborazione in un tempo di guerra quando mai come in questo momento il ruolo dell’Onu è fondamentale soprattutto per il multilateralismo, una pratica che non si sta più mandando avanti”.

“C’è una analogia tra l’Onu e l’Università: sono entrambe istituzione promotrici di pace e lo fanno in modi diversi. La Base di Brindisi – ha concluso il rettore – è sul campo e negli scenari più critici del mondo, portando persone e infrastrutture; noi ci educhiamo tutti insieme alla pace”.

“Il peacekeeping – ha evidenziato la professoressa Nalin – è un pilastro, e mi auguro continuerà ad esserlo, per la pace e la sicurezza internazionale, per la promozione dei diritti umani e per la cooperazione internazionale. Siamo onorati di poter ospitare il direttore Antchev che ha contribuito con la sua attività, in 20 anni di servizio delle Nazioni Unite, allo sviluppo delle attività di peacekeeping e della sicurezza globale”.

In una lectio magistralis Antchev ha parlato delle attività dello United Nations Global Service Centre (UNGSC) di Brindisi, sottolineando l’importanza della logistica di cui si occupa la base nei vari scenari in cui l’Onu interviene con differenti livelli di missioni.

Finanziato principalmente dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, il Polo logistico e di intervento umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi è composto da due strutture: il Global Service Centre (UNGSC) – Base Logistica delle Nazioni Unite situata presso l’Aeroporto militare “O. Pierozzi” e la Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD).

Polo di eccellenza del sistema delle Nazioni Unite

Si tratta di uno dei poli di eccellenza del sistema delle Nazioni Unite, vera e propria piattaforma logistica al servizio dell’intera comunità umanitaria, ospitata da oltre due decenni sul territorio brindisino e finanziata dall’Italia e dalla sua Cooperazione internazionale.

La Base logistica delle Nazioni Unite (UNGSC), presente a Brindisi dalla metà degli anni Novanta, era in origine impiegata come deposito del materiale dismesso dalla missione UNPROFOR dispiegata da febbraio 1992 a marzo 1995 dalle Nazioni Unite nella ex Jugoslavia (Bosnia Erzegovina, Croazia, Serbia e Montenegro, Macedonia) con quartiere generale a Zagabria. Il centro, che occupa un’area di circa 370.000 metri quadrati e 65 edifici messi a disposizione dal Ministero della Difesa, fornisce sostegno logistico a tutte le operazioni (militari e civili) delle Nazioni Unite, incluso nei settori dell’informatica e delle telecomunicazioni e della gestione dell’impatto ambientale delle operazioni delle Nazioni Unite.

Centro Globale di Servizi

Le funzioni della base si sono ampliate negli anni parallelamente all’accresciuto impegno delle Nazioni Unite nella stabilizzazione delle aree di crisi. Nel quadro della strategia ONU per il sostegno logistico – la cosiddetta “Global Field Support Strategy”, l’agenda strategica 2010-2015 lanciata per rimodellare e rafforzare il supporto alle missioni ONU sul campo – la Base Logistica delle Nazioni Unite di Brindisi è stata riconosciuta – insieme alla United Nations Support Base in Valencia (UNSB-V) – quale “Centro Globale di Servizi” (UNGSC) e svolge funzioni quali: sostegno logistico alle operazioni ONU;
centro di comunicazioni satellitari delle Nazioni Unite; addestramento professionale per le missioni di peacekeeping e per le missioni a carattere politico, comprensivo anche delle problematiche relative alla gestione dell’impatto ambientale delle operazioni ONU.

A Brindisi opera anche la Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) gestita dal WFP e da cui partono i primi soccorsi di emergenza in grado di raggiungere le aree di crisi nell’arco di 24/48 ore. Il deposito originale dell’UNHRD è stato inaugurato nel 2000 per sostituire il preesistente deposito umanitario ubicato a Pisa e allora gestito dall’Ufficio di coordinamento degli affari umanitari (OCHA). Contestualmente alla decisione di trasferire al WPF il mandato di fornire servizi di stoccaggio e smobilitazione rapidi e accessibili ai partner all’interno e all’esterno delle Nazioni Unite si è deciso il trasferimento dell’hub a Brindisi.

Un network di sei basi umanitarie

Nel 2006 il WFP ha replicato il modello brindisino, ritenendolo particolarmente efficace, ed ha creato ulteriori strutture di risposta alle emergenze in posizioni strategiche in tutto il mondo dislocate in Africa, Medio Oriente, Asia sud-orientale e America latina. Ognuna delle località prescelte è stata selezionata, sull’esempio di Brindisi, in virtù della facilità di accesso a sistemi aeroportuali, portuali e stradali, condizione necessaria al mantenimento di tempi di risposta costantemente bassi, contenuti nelle 24-48 ore.

La base UNHRD di Brindisi fa parte di un network di sei basi umanitarie logistiche – situate, oltre che a Brindisi, a Las Palmas (Spagna), Accra (Ghana), Dubai (Emirati Arabi Uniti), Panama City (Panama) e Kuala Lumpur (Malesia) – il cui scopo è quello di soccorrere le popolazioni colpite da disastri naturali o emergenze complesse, potenziando la capacità di risposta degli operatori umanitari internazionali.

Ciò avviene attraverso il pre-posizionamento di materiale umanitario – mezzi di riparo provvisorio, medicinali, strutture per lo stoccaggio degli aiuti, mezzi logistici, ecc. – e il loro pronto invio nelle aree colpite. Gli stock di materiale umanitario e attrezzature logistiche pre-posizionate nei magazzini del network possono essere di proprietà di agenzie delle Nazioni Unite, di governi, di organizzazioni non governative o internazionali che abbiano un accordo di cooperazione (c.d. “users”) con il WFP (World Food Programme), che gestisce il network.

Attualmente sono 86 le organizzazioni umanitarie che fanno affidamento sul network UNHRD (all’inizio erano cinque, compreso lo stesso WFP) tra agenzie Onu, organizzazioni governative e non, università. Ai partner vengono offerti servizi di archiviazione, approvvigionamento e stoccaggio; trasporto e movimentazione; accordi a lungo termine con fornitori a livello globale; team tecnici sul campo per facilitare l’avvio delle operazioni. Tutto ciò a favore di un migliore coordinamento della risposta alle emergenze umanitarie. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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