NEW YORK, 15 MAGGIO 2026 – Le crescenti tensioni in Medio Oriente e nell’area del Mediterraneo allargato, insieme alle minacce alla sicurezza marittima e alle rotte strategiche legate allo Stretto di Hormuz, stanno esercitando “una pressione significativa sull’economia mondiale”. È l’allarme lanciato dall’Italia intervenendo alla riunione speciale dell’ECOSOC dedicata a “Safeguarding Energy and Supply Flows: Supporting Global Development through International Cooperation”.
Nel suo intervento, la delegazione italiana ha sottolineato come l’attuale crisi si sommi agli effetti già prodotti dall’aggressione russa contro l’Ucraina, che dal 2022 ha colpito commercio globale, energia, approvvigionamenti alimentari e fertilizzanti.
“L’energia è uno dei settori dove questa pressione si avverte maggiormente, ma gli effetti sulla sicurezza alimentare sono altrettanto preoccupanti”, ha osservato l’Italia, ricordando che il tema è stato discusso anche durante l’ottantesima sessione del Consiglio della FAO dello scorso 28 aprile.
Tra le conseguenze più gravi viene indicata la frammentazione delle catene globali di approvvigionamento di fertilizzanti e prodotti alimentari, con impatti particolarmente pesanti sui Paesi dipendenti dalle importazioni in Africa e nel Mediterraneo. Ripercussioni che, ha avvertito Roma, si estendono ben oltre la regione e colpiscono soprattutto i Paesi più vulnerabili, inclusi Small Island Developing States, Least Developed Countries e Landlocked Least Developed Countries.
Secondo l’Italia, “l’unica risposta possibile” consiste nel rafforzare partenariati e coordinamento internazionale per sostenere sicurezza alimentare, resilienza economica e stabilità regionale.
In questo quadro si inserisce la “Rome Coalition”, lanciata il 7 maggio da Italia e Croazia durante una riunione congiunta dei Paesi EuroMed9, dei Balcani occidentali e della Lega Araba. L’obiettivo dell’iniziativa è garantire catene di approvvigionamento dei fertilizzanti e del cibo “più stabili, accessibili e diversificate”.
La coalizione punta in particolare a rafforzare la cooperazione tra Paesi produttori, di transito e importatori, ampliare le capacità produttive regionali, migliorare la connettività logistica e sostenere investimenti in sistemi agroalimentari resilienti.
Roma ha assicurato che la coalizione continuerà a lavorare con organizzazioni internazionali, FAO, Nazioni Unite e istituzioni finanziarie internazionali per contrastare la volatilità dei prezzi e rafforzare la resilienza agricola di lungo periodo, soprattutto in Africa e Medio Oriente.
L’iniziativa, ha concluso l’Italia, rientra in un più ampio impegno condiviso per mantenere il Mediterraneo “uno spazio di pace, dialogo e cooperazione”, evitando un ulteriore aggravarsi di instabilità, crisi umanitarie e pressioni migratorie, con conseguenze sullo sviluppo sostenibile dell’intera regione. (@OnuItalia)
