ROMA, 7 MAGGIO 2026 – Una nuova iniziativa diplomatica guidata da Italia e Croazia punta a rafforzare la sicurezza alimentare e la resilienza delle catene di approvvigionamento agricole di fronte alle crescenti tensioni nel Golfo e nel Mediterraneo. I due Paesi hanno annunciato il lancio della “Rome Coalition on Fertiliser Access and Food Security in Hormuz”, al termine di consultazioni svoltesi a Roma con rappresentanti di 40 Paesi, partner internazionali e organizzazioni multilaterali, tra cui il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e la Lega Araba. Alla riunione si e’ collegato anche il Sottosegretario Generale ONU e Direttore Esecutivo di UNOPS (Ufficio per i Servizi di Progetto), Jorge Moreira da Silva, a guida della task force ONU dedicata alle implicazioni delle tensioni nello Stretto di Hormuz sulla sicurezza alimentare e sui mercati agricoli internazionali.
La Croazia ha partecipato in qualità di presidente di turno del gruppo MED9, mentre il confronto si è concentrato sulle conseguenze economiche e alimentari delle instabilità in Medio Oriente, in particolare sui rischi legati alla sicurezza marittima e alle rotte strategiche collegate allo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici e commerciali globali.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aperto insieme al Ministro degli Esteri croato Gordan Grlic-Radman (in qualità di Presidente di turno del MED9) e al Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu, la riunione ministeriale. L’escalation in Medio Oriente ha portato a un deterioramento della situazione umanitaria, con 24,6 milioni di persone sfollate, molte delle quali affrontano urgenti bisogni umanitari. Secondo i co-presidenti dell’iniziativa, le tensioni nella regione stanno esercitando “forti pressioni” sulle catene globali di approvvigionamento di fertilizzanti e prodotti alimentari, con conseguenze particolarmente gravi per i Paesi vulnerabili e dipendenti dalle importazioni, soprattutto in Africa e nell’area mediterranea.
I partecipanti hanno richiamato le analisi presentate durante la 180ª sessione del Consiglio della FAO del 28 aprile scorso, dedicate all’impatto delle interruzioni nel Golfo e dell’eventuale chiusura di rotte marittime chiave. Da qui la richiesta di un maggiore coordinamento internazionale per rafforzare sicurezza alimentare, resilienza economica e stabilità regionale.
L’iniziativa punta a favorire una cooperazione più stretta tra Paesi produttori, di transito e importatori di fertilizzanti e derrate agricole, promuovendo catene di approvvigionamento “più stabili, accessibili e diversificate”. Tra gli obiettivi figurano anche il rafforzamento delle capacità produttive regionali, il miglioramento delle infrastrutture logistiche e il sostegno agli investimenti in sistemi agroalimentari resilienti.
Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti delle interruzioni lungo i corridoi marittimi strategici, incluso lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota significativa del commercio mondiale di energia e materie prime. I partecipanti hanno inoltre sottolineato la necessità di continuare a lavorare con le organizzazioni internazionali, comprese le agenzie del sistema delle United Nations e le istituzioni finanziarie internazionali, per affrontare la volatilità dei prezzi e rafforzare la resilienza agricola di lungo periodo, in particolare in Africa e Medio Oriente.
Nel documento finale, Italia e Croazia evidenziano anche la dimensione geopolitica dell’iniziativa, definendo il Mediterraneo “uno spazio di pace, dialogo e cooperazione”. Secondo i co-presidenti, la coalizione dovrebbe contribuire a impedire che insicurezza alimentare e crisi delle catene di approvvigionamento aggravino ulteriormente instabilità, pressioni umanitarie e flussi migratori.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio dibattito internazionale ed europeo sulla sicurezza alimentare e sulla resilienza delle economie vulnerabili, in un momento segnato dall’aumento delle tensioni geopolitiche e dalla crescente attenzione delle Nazioni Unite agli effetti delle crisi regionali sui sistemi alimentari globali. (@OnuItalia)
