Italia all’ILO: dal multilateralismo nuove regole per l’intelligenza artificiale

GINEVRA, 10 GIUGNO 2026 – Regole internazionali per i lavoratori delle piattaforme digitali, parità di genere, dialogo sociale e sviluppo di un’intelligenza artificiale centrata sulla persona. Sono alcune delle priorità indicate dall’Italia alla 113ma Conferenza Internazionale del Lavoro (ILO), in corso a Ginevra, dove governo e parti sociali hanno richiamato la necessità di rafforzare il multilateralismo e la tutela dei diritti dei lavoratori in una fase segnata da guerre, tensioni geopolitiche e profonde trasformazioni economiche e tecnologiche.

Intervenendo in plenaria, la ministra del Lavoro Marina Calderone ha sottolineato che il ruolo dell’ILO è oggi “più cruciale che mai” per elaborare risposte condivise e promuovere condizioni di lavoro dignitose e inclusive. L’Italia, ha ricordato, è tra i Paesi fondatori dell’organizzazione e il settimo contributore al suo bilancio, oltre ad aver ratificato tutte le convenzioni fondamentali dell’agenzia ONU.

Particolare attenzione è stata dedicata ai negoziati in corso su una nuova convenzione internazionale per la tutela dei lavoratori delle piattaforme digitali. Secondo Calderone, il settore necessita di un quadro normativo globale “chiaro, coerente e condiviso” capace di bilanciare innovazione, competitività e diritti dei lavoratori.

La ministra ha inoltre ribadito l’impegno italiano per la parità di genere, la lotta alle discriminazioni, la promozione della contrattazione collettiva e del dialogo sociale, soffermandosi anche sull’attività dell’Osservatorio nazionale sull’adozione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, istituito dal ministero per favorire uno sviluppo dell’IA sicuro, affidabile e centrato sulla persona.

Nel dibattito è intervenuto anche Davide Dorino, delegato delle confederazioni sindacali italiane CGIL, CISL e UIL, che ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze delle crisi internazionali e sull’indebolimento del sistema multilaterale.

Secondo Dorino, la guerra in Ucraina, il conflitto in Medio Oriente, la situazione umanitaria a Gaza, Libano e Sudan e altre tensioni internazionali stanno aggravando le disuguaglianze sociali e le difficoltà economiche, mentre la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico e i mutamenti demografici stanno trasformando profondamente il mondo del lavoro.

I sindacati italiani hanno espresso forte preoccupazione per il deterioramento dei diritti sindacali a livello globale. Citando il Global Rights Index 2026 della Confederazione Sindacale Internazionale, Dorino ha ricordato che il 72% dei Paesi limita l’accesso dei lavoratori alla giustizia e che in circa la metà dei Paesi del mondo sindacalisti vengono arrestati o perseguiti.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, i sindacati hanno chiesto una governance fondata sui diritti e accompagnata da una legislazione adeguata, sostenendo che il dialogo sociale e la contrattazione collettiva debbano essere strumenti centrali per evitare discriminazioni, sorveglianza eccessiva e nuove forme di sfruttamento, garantendo al tempo stesso una distribuzione equa dei benefici prodotti dalle nuove tecnologie.

Governo e parti sociali si sono infine ritrovati sulla necessità di preservare il ruolo centrale dell’ILO in un contesto internazionale sempre più frammentato. Nel dialogo sociale, nella cooperazione internazionale e nella definizione di regole condivise si possono trovare le condizioni indispensabili per affrontare le sfide del lavoro del futuro.

Particolare attenzione è stata dedicata ai lavori delle tre commissioni tecniche che stanno concludendo i propri negoziati. Tra queste, la più attesa è quella incaricata di elaborare una nuova convenzione internazionale accompagnata da una raccomandazione sulla tutela dei lavoratori dell’economia delle piattaforme digitali, uno dei temi centrali dell’agenda ILO di quest’anno.

Secondo Calderone, la crescita del settore richiede un quadro normativo internazionale “chiaro, coerente e condiviso” che garantisca un equilibrio tra innovazione, competitività e diritti dei lavoratori. Il negoziato mira a definire standard comuni per milioni di persone impiegate attraverso piattaforme digitali, in un contesto in cui le legislazioni nazionali restano ancora molto differenziate.

La ministra ha inoltre richiamato il lavoro della Commissione dedicata a un’agenda trasformativa per la parità di genere nel mondo del lavoro, ribadendo l’impegno dell’Italia per l’eliminazione delle discriminazioni, la parità salariale, le pari opportunità e una più equa condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donne. Obiettivi che, ha osservato, rappresentano non solo una questione di giustizia sociale ma anche una condizione essenziale per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile.

Altro tema centrale dell’intervento è stato il dialogo sociale, considerato uno strumento indispensabile per affrontare le trasformazioni legate alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, alla transizione ecologica e all’evoluzione demografica. Calderone ha sottolineato l’importanza della libertà di associazione, della contrattazione collettiva e del principio del salario equo, indicandoli come elementi essenziali per rafforzare la resilienza dei mercati del lavoro.

ere il suo intervento, Calderone ha ribadito che le sfide che interessano il mondo del lavoro possono essere affrontate solo attraverso il contributo congiunto di governi, imprese e parti sociali. “Le sfide del mondo del lavoro richiedono il contributo di tutti gli attori coinvolti”, ha affermato, auspicando soluzioni concrete, efficaci e sostenibili capaci di promuovere pace, giustizia sociale e un futuro di prosperità inclusiva.

La Conferenza Internazionale del Lavoro, il principale organo decisionale dell’ILO, riunisce ogni anno rappresentanti di governi, lavoratori e datori di lavoro dei 187 Stati membri dell’organizzazione per definire standard internazionali e orientamenti sulle principali questioni che interessano il mondo del lavoro. (@OnuItalia)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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