Gli atleti paralimpici alla COSP19: come lo sport ha cambiato le nostre vite

NEW YORK, 10 GIUGNO 2026 – Le testimonianze di atleti paralimpici che hanno raccontato come lo sport abbia trasformato le loro vite, diventando un percorso di scoperta di sé, resilienza e appartenenza ben oltre la dimensione agonistica, sono state al centro di uno dei momenti centrali del side event “Sporting Talents in the Life Project”, promosso dall’Italia insieme al Regno Unito e all’International Disability Alliance (IDA) a margine della 19ª Conferenza degli Stati Parte della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (COSP19), in corso al Palazzo di Vetro.

Accanto al Ministro Alessandra Locatelli, al Vicepresidente di Special Olympics International Shawn Ferguson e a Elena Appiani dei Lions, la delegazione italiana composta da Federico Correzzola, Alessandro Brivio, Sara Brivio e Stella Vernole hanno portato all’attenzione della comunità internazionale il valore dello sport come strumento di autodeterminazione, crescita personale e partecipazione attiva alla vita della società. Nel suo intervento, la Vernole ha raccontato come il percorso di Special Olympics accompagni le persone con disabilità intellettive ben oltre il campo di gioco, trasformando lo sport in uno strumento di libertà e consapevolezza. “Ogni allenamento, ogni gara, ogni scelta è un esercizio di autonomia. Il passo successivo è l’autorappresentazione: la possibilità di raccontarsi in prima persona, superando stereotipi e pregiudizi e diventando i primi narratori della propria storia”.

Parole che hanno trovato piena espressione nell’esperienza di Alessandro Brivio, atleta leader di Special Olympics Italia che attraverso il nuoto, Alessandro ha scoperto il proprio valore, acquisito fiducia e costruito nuove opportunità: “La mia vita è cambiata grazie allo sport. Grazie agli allenamenti ho sviluppato competenze e capacità che sono diventate il mio lavoro”.

Il panel e’ stato il primo dedicato dalla delegazione italiana al ruolo dello sport per promuovere i talenti delle persone con disabilità e sostenere percorsi che consentano loro una piena partecipazione alla vita sociale, culturale e professionale, riconoscendo nello sport uno degli strumenti più efficaci per favorire inclusione e pari opportunità. Il secondo, dedicato al cambiamento di prospettiva: “Vedere le potenzialità e non i limiti anche attraverso le attività ricreative e sportive”, e’ stato sponsorizzato anche da Emirati Arabi Uniti e dalla Ida. Al Palazzo di Vetro si e’ esibita inoltre, su invito del Ministero per le Disabilita’, l’asd Gabry Dance di Poggiomarino, società sportiva campione d’Italia nella danza paralimpica, una opportunita’ arrivata al termine di circa vent’anni di impegno sul fronte della danza sportiva con una particolare attenzione alle discipline paralimpiche per atleti con disabilità fisiche, intellettive relazionali ed uditive, in un lavoro quotidiano portato avanti dal maestro Gabriele Cretoso che a questa attività ha dedicato anima e corpo, ritagliandosi uno spazio di rilievo nel panorama nazionale.

I tre appuntamenti hanno messo in luce concretamente l’impegno dell’Italia nella promozione delle attività sociali, relazionali, ricreative, sportive e culturali per tutti, con la presenza e la testimonianza di atleti, lavoratori ed enti del Terzo settore. Lo sport – ha detto Locatelli – è “un linguaggio universale che unisce le persone, abbatte le barriere e promuove rispetto, solidarietà e partecipazione”. Per il ministro, le attivita’ sportive rappresentano “uno straordinario strumento di inclusione e una dimensione essenziale per la crescita, l’autonomia e la realizzazione di ogni persona”.

Le testimonianze degli atleti hanno evidenziato come la disabilità venga ancora troppo spesso osservata attraverso una lente limitante. Sport, attività ricreative e cultura, è stato sottolineato durante l’incontro, possono invece cambiare questa narrazione, creando spazi nei quali le persone scoprono le proprie capacità, acquisiscono fiducia in sé stesse e diventano protagoniste attive delle proprie comunità.

“L’inclusione non è soltanto un obiettivo politico, ma una trasformazione culturale”, è stato ricordato nel corso degli eventi. Un cambiamento che inizia quando l’attenzione si sposta dai limiti alle potenzialità delle persone, investendo sui loro talenti, sulle loro capacità e sulla loro dignità.

L’evento si inserisce nel programma delle iniziative promosse dalla delegazione italiana con la partecipazione del Terzo Settore durante la COSP19, appuntamento annuale delle Nazioni Unite dedicato all’attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e al confronto tra governi, organizzazioni internazionali e società civile sulle politiche per l’inclusione. (ANSA).

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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