Rischi CBRN: la Ue riunisce esperti al Campus Onu di Torino

TORINO, 15 GIUGNO 2026 – Dalle minacce biologiche ai rischi legati ai conflitti armati, alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalle biotecnologie avanzate. Oltre 250 esperti provenienti da più di 70 Paesi si sono riuniti al Campus delle Nazioni Unite di Torino per la terza edizione della EU CBRN Academy 2026, il più grande appuntamento civile internazionale dedicato alla prevenzione dei rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN).

L’iniziativa, finanziata dall’Unione europea e organizzata congiuntamente dalla Commissione europea e dall’Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI), si è svolta dall’8 al 12 giugno e ha riunito responsabili politici, esperti di sicurezza, operatori sul campo e rappresentanti del settore privato provenienti dall’Africa, dall’Europa orientale, dall’Asia centrale, dal Medio Oriente, dal Golfo e dal Sud-est asiatico.

L’incontro si è svolto in un contesto segnato dal protrarsi delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente e dalla rapida evoluzione delle tecnologie emergenti, che stanno creando nuove opportunità ma anche nuovi rischi di utilizzo improprio di materiali e conoscenze CBRN.

“I rischi CBRN non rispettano i confini. Attraverso questo sforzo globale di mitigazione del rischio, l’Unione europea investe nelle capacità dei Paesi partner perché la loro sicurezza è anche la nostra”, ha dichiarato Giovanni Squadrito, responsabile del settore Global Threats della Commissione europea. “Torino è il luogo in cui traduciamo le sfide globali in soluzioni collaborative, prima che si trasformino in crisi”.

Per Lief Leif Villadsen, direttore ad interim di UNICRI, la forza dell’iniziativa risiede nella sua dimensione internazionale: “L’Academy trasforma relazioni in partenariati duraturi, conoscenze in capacità operative e dialogo in azioni concrete”.

All’Academy hanno partecipato anche rappresentanti dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), di INTERPOL, della NATO, dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW), nonché di diverse agenzie delle Nazioni Unite, tra cui UNODA, UNOCT, UNODC e OMS. Presenti anche la Protezione Civile italiana, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e la Città di Torino.

Nel corso della settimana sono state presentate tecnologie innovative per il rilevamento, il monitoraggio e la decontaminazione, oltre alle capacità rescEU finanziate dall’Unione europea, tra cui laboratori biologici e chimici mobili, veicoli specializzati, sistemi robotici e piattaforme avanzate di addestramento virtuale.

L’evento ha ribadito un messaggio condiviso da tutti i partecipanti: di fronte a minacce sempre più transnazionali e interconnesse, nessun Paese dispone da solo delle capacità e delle conoscenze necessarie per affrontare i rischi CBRN. La cooperazione internazionale resta quindi la principale linea di difesa per prevenire crisi che potrebbero avere conseguenze globali. (@OnuItalia)

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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