COP17 desertificazione: l’Italia punta sui giovani per unire le sfide di clima, biodiversità e desertificazione

ULAANBAATAR, 26 AGOSTO 2026 Non più soltanto giovani invitati al tavolo delle decisioni, ma protagonisti nell’attuazione concreta delle politiche ambientali. È il messaggio emerso alla COP17 della Convenzione ONU contro la desertificazione (UNCCD), in corso in Mongolia, dal side event “Accelerating youth-led implementation of the Rio Conventions”, al quale è intervenuta con un keynote l’ambasciatrice d’Italia in Mongolia Giovanna Piccarreta.

Organizzato da UNCCD Youth Caucus, UNDP, Global Youth Biodiversity Network, Youth Negotiators Academy e UNFCCC YOUNGO, l’incontro ha affrontato in particolare il ruolo delle nuove generazioni nell’attuazione coordinata delle tre Convenzioni di Rio, nate dal Vertice della Terra del 1992: quella contro la desertificazione (UNCCD), quella sulla diversità biologica (CBD) e la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Tre dossier che nei negoziati internazionali seguono percorsi distinti, ma che sul terreno sono strettamente collegati. Cambiamento climatico, perdita di biodiversità e degrado del suolo si alimentano infatti reciprocamente, con conseguenze particolarmente pesanti sulle comunità più vulnerabili, sui popoli indigeni e sulle nuove generazioni.

Da qui l’obiettivo indicato a Ulaanbaatar: passare dalla partecipazione giovanile all’effettiva capacità di incidere sull’attuazione delle politiche. Non basta, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, garantire ai giovani una presenza nei forum internazionali: occorre dare loro accesso alle risorse finanziarie, agli strumenti operativi e ai processi decisionali necessari per trasformare proposte e progetti in interventi concreti.

Nel suo intervento Piccarreta ha richiamato il valore del dialogo intergenerazionale e della cooperazione internazionale come strumenti per rendere più efficace l’azione multilaterale. Al centro del dibattito anche governance inclusiva, diritti umani ed equità fra generazioni, insieme al riconoscimento dei giovani non soltanto come beneficiari delle politiche ambientali, ma come titolari di diritti, co-creatori di soluzioni e partner nella loro attuazione.

L’Italia può portare al tavolo un’esperienza concreta: Youth4Climate, l’iniziativa globale promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) insieme al Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).

Il programma punta proprio a colmare la distanza tra partecipazione e azione, offrendo ai giovani finanziamenti, formazione, mentorship e accesso a reti internazionali per trasformare le loro idee in progetti dedicati al clima e allo sviluppo sostenibile. In quattro anni Youth4Climate ha sostenuto 200 progetti guidati da giovani in oltre 50 Paesi, compresi interventi contro la desertificazione, per il ripristino degli ecosistemi e per una gestione sostenibile delle risorse naturali.

Il side event di Ulaanbaatar ha così riportato l’attenzione su uno dei nodi del multilateralismo ambientale: rendere più coerenti le agende internazionali su clima, biodiversità e suolo, evitando che problemi intimamente connessi vengano affrontati separatamente.

In questa prospettiva, il coinvolgimento delle nuove generazioni diventa anche uno strumento per collegare le tre Convenzioni di Rio e tradurre gli impegni negoziati nelle COP in azioni sul territorio. L’empowerment giovanile, è il messaggio arrivato dalla COP17, non è dunque soltanto una questione di rappresentanza, ma una componente delle strategie per rendere le politiche ambientali più efficaci, eque e capaci di guardare al lungo periodo. (@OnuItalia)

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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