NEW YORK, 9 LUGLIO 2026 – In occasione dell’importante riunione dei Ministri dell’Interno, Vice Ministri, Sottosegretari di Stato e dei Capi delle Polizie e delle Gendarmerie promossa dal Dipartimento delle Operazioni di Pace delle Nazioni Unite, dedicata al ruolo della cooperazione internazionale nel rafforzamento della pace, della stabilità e dello Stato di diritto, il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha tenuto un intervento nell’ambito della sessione dedicata al rafforzamento della cooperazione internazionale.
Confronto multilaterale tra 142 delegazioni
L’evento ha rappresentato un utile momento di confronto multilaterale tra 142 delegazioni nazionali, con l’obiettivo di approfondire le principali sfide globali che incidono sulla sicurezza collettiva e sull’efficacia delle operazioni di pace. In tale cornice è stato evidenziato il valore della cooperazione tra Stati, organizzazioni internazionali e forze di polizia, quale presupposto essenziale per affrontare minacce sempre più complesse, interconnesse e transnazionali.
Le nuove sfide globali: IA, disinformazione e clima
Nel corso del suo intervento, il Generale Luongo ha espresso apprezzamento per l’organizzazione dell’iniziativa e per il costante impegno a favore della pace, della stabilità e della tutela dello Stato di diritto in un contesto internazionale caratterizzato da crescente complessità. Il Comandante Generale ha richiamato l’attenzione sulle principali sfide che oggi superano i confini nazionali, tra cui l’intelligenza artificiale, la disinformazione, l’instabilità connessa ai cambiamenti climatici e la criminalità organizzata transnazionale, sempre più sofisticata.
Cooperazione e fiducia tra Stati
Tali fenomeni, è stato sottolineato, non possono essere affrontati in modo isolato, ma richiedono cooperazione, coordinamento e fiducia reciproca tra istituzioni e Paesi. In questa prospettiva, l’Italia sostiene con convinzione la visione di una Polizia delle Nazioni Unite moderna, agile, specializzata e orientata alle persone, capace di contribuire efficacemente alle operazioni di pace e agli obiettivi delineati dal quadro Action for Peacekeeping e dal Pact for the Future.
Il modello Carabinieri tra militare e civile
Il Generale ha quindi richiamato l’esperienza dell’Arma dei Carabinieri, evidenziandone il peculiare modello istituzionale, fondato sulla combinazione tra struttura militare e funzioni di polizia civile. Una duplice natura che, da oltre due secoli, consente all’Arma di operare quale elemento di raccordo tra la dimensione militare e quella civile della sicurezza, in particolare nei contesti fragili e di crisi, dove il coordinamento tra i diversi attori risulta determinante.
Standard condivisi e approccio centrato sulle persone
L’intervento ha inoltre posto l’accento sull’esigenza che la cooperazione internazionale di polizia si fondi su standard condivisi, valori comuni e un approccio centrato sulle persone. In tale ambito sono stati indicati come prioritari il rafforzamento dello Stato di diritto, la protezione dell’ambiente e del patrimonio culturale, nonché la promozione della tutela e dell’empowerment delle donne. Il Comandante Generale ha sottolineato, altresì, il ruolo essenziale della polizia di prossimità e orientata alla comunità, quale strumento per costruire fiducia, rafforzare la legittimità dell’azione di sicurezza e renderla più efficace e inclusiva.
Il contributo italiano nelle missioni internazionali
Nel ricordare l’impegno dell’Arma dei Carabinieri in numerose missioni internazionali, il Generale Luongo ha evidenziato il contributo offerto dall’Italia a sostegno della stabilità, del rafforzamento istituzionale e dell’efficacia operativa nei teatri di crisi. In questo quadro, il Center of Excellence for Stability Police Units (COESPU) di Vicenza continua a rappresentare un punto di riferimento per la promozione dell’interoperabilità, degli standard professionali e delle attività di capacity-building, in stretta cooperazione con le Nazioni Unite e con i Paesi partner.
Il ricordo dei caschi blu caduti
In conclusione, il Comandante Generale ha espresso profonda gratitudine a tutti coloro che prestano servizio sotto la bandiera delle Nazioni Unite in contesti difficili e pericolosi, rivolgendo un pensiero particolare ai caschi blu feriti o caduti nell’adempimento del dovere. Il loro sacrificio, ha ricordato, testimonia come la pace non sia soltanto un’aspirazione, ma una responsabilità quotidiana, sostenuta con coraggio, disciplina e dedizione. (@OnuItalia)
