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giovedì, Maggio 30, 2024

UNESCO: i Gessi e le Grotte dell’Appennino emiliano-romagnolo entrano nella lista dei beni naturali

RIAD, 20 SETTEMBRE – I Gessi e le Grotte carsiche dell’Appennino emiliano – romagnolo diventano ufficialmente patrimonio mondiale dell’umanità dell‘Unesco. Con l’inserimento nella lista Unesco le grotte e i fenomeni carsici che si trovano nelle rocce evaporitiche di gesso e sale sono ufficialmente riconosciute per le loro caratteristiche di unicità e rappresentatività a livello mondiale.  Si tratta del sesto sito naturale italiano riconosciuto dall’Unesco e del secondo per l’Emilia-Romagna, dopo le Faggete vetuste delle Foreste Casentinesi. Per l’Italia si tratta del 59/o ingresso nell’UNESCO, del sesto sito naturale italiano riconosciuto dall’organizzazione dell’Onu.

In Italia le zone di tipo carsico occupano circa il 28% del territorio nazionale e sono circa 40000 il numero di grotte scoperte ed esplorate dagli speleologi. Inoltre più del 50% delle acque potabili nazionali è di origine carsica.
Le aree carsiche si caratterizzano per la presenza di roccia calcarea solubile e per la presenza di stalattiti, forme rocciose appuntite che pendono dall’alto verso il basso. In generale si tratta di un complesso di forme esterne e sotterranee assunte dall’ambiente per l’azione delle acque circolanti in superficie e in profondità sulle rocce idrosolubili (calcari, gessi, dolomie, depositi salini). In Italia le grotte si trovano principalmente nella regione del Carso, la regione calcarea alle spalle di Trieste, dove sono molto diffuse ma anche nel resto dell’Italia come la Grotta del Vento, in provincia di Lucca, in Toscana;le Grotte di Frasassi, in provincia di Ancona, nelle Marche;le Grotte di Pastena, in provincia di Frosinone, nel Lazio; le Grotte di Castellana, in Puglia.

”Grazie a un proficuo lavoro di squadra, il ‘Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale’ entra nella prestigiosa lista dei patrimoni mondiali dell’Umanità dell’UNESCO” ha commentato Gilberto Pichetto, Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica.- “Arriva dunque al miglior risultato un percorso lungo, che ci ha visti impegnati direttamente, assieme a tante altre espressioni istituzionali, scientifiche e accademiche dei territori, per portare questa bellezza ambientale tutta italiana a essere riconosciuta per la sua unicità e da oggi ancora più difesa. Si scrive oggi una bellissima pagina di tutela ambientale”.

La decisione è stata presa dal Comitato internazionale dell’Unesco riunito a Riyad, in Arabia Saudita, e rappresenta, per la Regione, il raggiungimento di uno “straordinario obiettivo” e di un “risultato straordinario” . Con l’inserimento nella lista Unesco le grotte e i fenomeni carsici che si trovano nelle rocce evaporitiche di gesso e sale sono ufficialmente riconosciute per le loro caratteristiche di unicità e rappresentatività a livello mondiale. Nel dettaglio sono sette le aree coinvolte: Alta Valle Secchia (Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano); Bassa Collina Reggiana (Paesaggio Protetto della Collina Reggiana); Gessi di Zola Predosa (sito Natura 2000), Gessi Bolognesi (Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa); Vena del Gesso Romagnola (Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola), Evaporiti di San Leo (sito Natura 2000), Gessi della Romagna Orientale (Riserva Naturale Regionale di Onferno).

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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