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venerdì, Luglio 19, 2024

INTERVISTE: Cooperazione; Cassese, ecco tutte le emergenze da affrontare

ROMA, 21 MARZO – Pubblichiamo stralci dell’intervista che il nuovo direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri, Fabio Cassese, ha concesso all’agenzia Dire.

”Prima di diventare ambasciatore ad Amman ero già stato vice-direttore della Cooperazione allo sviluppo e in precedenza delegato presso l‘Ocse-Dac” dice Cassese che in Giordania è stato per quasi quattro anni, occupandosi anche di cooperazione: ”Un caso interessante e un Paese modello in Medio Oriente, un’oasi di stabilità in una regione complessa e tormentata da crisi, dove peraltro l’Italia è impegnata con programmi particolarmente incisivi….In vari settori ci siamo ritagliati un valore aggiunto, a partire dalla tutela del patrimonio culturale e la promozione del turismo sostenibile, da Petra a Jerash; Stiamo, ad esempio, lanciando un centro di conservazione e restauro sull’esempio del nostro Istituto superiore per portare la tecnologia e le capacità italiane, ma anche per formare operatori che possano offrire un contributo a livello regionale”.

Fabio Cassese

Secondo Cassese, ”la cooperazione internazionale è il motore della dinamica che rende realizzabili gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, un impegno che prenderà tutto il decennio e che oggi si interseca con situazioni di emergenza sempre più frequenti, dall’Ucraina all’Afghanistan all’Africa, in particolare ai Paesi del Sahel e della regione del Corno d’Africa”.

Con la guerra ormai a Kiev, oggi però si parla soprattutto di crisi, allo stesso tempo politiche e di sicurezza. ”Dopo il 24 febbraio, su impulso del ministro Luigi Di Maio, la Farnesina si è subito mobilitata, sostenendo il Comitato internazionale della Croce Rossa per i primissimi aiuti, finanziando il Movimento e la Federazione e poi rispondendo agli appelli delle Nazioni Unite attraverso Unhcr, Unicef e il fondo umanitario gestito da Ocha – dice Cassese – Contemporaneamente abbiamo inviato materiale per la prima assistenza ai Paesi più coinvolti: circa cinque tonnellate di kit igienico-sanitari donate alla Croce Rossa Italiana per la consegna alla consorella ucraina, 20 tonnellate di kit sanitari, tende, coperte e altri beni essenziali per la popolazione sfollata dalla base dell’Onu a Brindisi; un altro carico di circa 20 tonnellate è stato organizzato per la Moldova, un Paese esterno all’Unione Europea che sta soffrendo molto per l’arrivo dei rifugiati”.

Un’altra emergenza, scivolata via dai tg e dalle pagine dei quotidiani, è quella in Afghanistan. Secondo Cassese, dopo la presa di Kabul da parte dei talebani nell’agosto scorso la cooperazione è intervenuta ”in modo massiccio” con un impegno finanziario di oltre 100 milioni. ”Buona parte di questa cifra –  sottolinea – è stata stanziata perlopiù per attività puramente umanitarie in Afghanistan e nella regione, con un’attenzione privilegiata per donne e bambini nel timore che i progressi ottenuti negli ultimi 20 anni si dissolvano in poco tempo… Il contesto è delicato anche politicamente – sottolinea – ma sono convinto che malgrado i nuovi scenari di crisi continueremo a impegnarci in Afghanistan affinché la popolazione non subisca arretramenti sul piano dei diritti umani e delle condizioni socio-economiche, che in un contesto già fragile sono oggi drammatiche”.

Sullo sfondo un’altra emergenza, quella del Covid-19. ”Il susseguirsi delle crisi ci fa sembrare l’impegno contro la pandemia qualcosa di lontano, mentre non lo è affatto – sottolinea Cassese – Durante la presidenza del G20 l’Italia ha agito a sostegno dei Paesi bisognosi, in particolare favorendo il meccanismo Covax al quale ha donato 385 milioni di euro e 50 di milioni di vaccini a Paesi a basso e medio reddito”. C’è, ovvio, il nodo delle risorse. Secondo il direttore, la legge di bilancio approvata a dicembre ha decretato un aumento di cento milioni di euro l’anno per la cooperazione allo sviluppo, contribuendo sia pur solo in piccola parte ad avvicinare l’impegno sottoscritto in sede Onu di portare la quota di Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) ad almeno lo 0,70 per cento del Reddito nazionale lordo.  

Fra le priorità del nuovo Direttore anche quella di rendere pienamente visibili, comunicandoli, i risultati raggiunti della cooperazione. Cassese sottolinea: ”Per questo l’appuntamento più importante sarà Coopera, la conferenza pubblica nazionale della cooperazione allo sviluppo, in programma per giugno: rappresenterà sia un’occasione di visibilità positiva che un momento di riflessione per tracciare le linee di indirizzo per i prossimi anni”. 

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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