MOGADISCIO, 10 SETTEMBRE 2026 – Più acqua per l’agricoltura, maggiore protezione da siccità e alluvioni e comunità rurali più resilienti ai cambiamenti climatici. La Cooperazione italiana rafforza il suo impegno in Somalia con l’avvio del Jowhar Offstream Storage Programme (JOSP) e, in particolare, con la riabilitazione della diga di Sabuun, infrastruttura strategica per la gestione delle acque del fiume Shabelle.
Il progetto è stato lanciato oggi a Jowhar, nello Stato di Hirshabelle, alla presenza delle autorità somale, delle Nazioni Unite e dei partner internazionali. Per l’Italia hanno partecipato l’ambasciatore Pier Mario Daccò Coppi e il responsabile della sede di Nairobi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Presenti anche il coordinatore residente delle Nazioni Unite in Somalia e il rappresentante della FAO nel Paese.
La diga costituisce un elemento centrale del sistema idrico di Jowhar: permette di controllare e deviare parte dell’acqua del fiume Shabelle verso il sistema di canali e di stoccaggio fuori alveo, rendendola disponibile per l’irrigazione. Il suo ripristino dovrebbe quindi assicurare forniture d’acqua più regolari agli agricoltori del Medio e Basso Shabelle e, allo stesso tempo, aumentare la capacità del territorio di affrontare l’alternarsi di siccità e inondazioni. L’intervento punta così direttamente a uno dei problemi strutturali della Somalia: un’agricoltura fortemente esposta alla variabilità delle piogge e alle piene dello Shabelle. Una migliore gestione dell’acqua significa proteggere i raccolti, aumentare la produzione agricola e rafforzare la sicurezza alimentare delle comunità rurali.
“Il Jowhar Offstream Storage Programme è un eccellente esempio di ciò che si può ottenere attraverso partnership solide e un’azione coordinata sotto la guida delle autorità somale», ha detto Daccò Coppi. “Insieme stiamo investendo in infrastrutture idriche resilienti e sostenibili che rafforzeranno la sicurezza dell’acqua, miglioreranno la produttività agricola e aiuteranno le comunità del bacino dello Shabelle a diventare più resilienti”.
L’intervento si inserisce in una collaborazione di lunga data tra Cooperazione italiana e FAO sulla gestione dell’acqua e del territorio e sull’adattamento climatico in Somalia.
Tra i programmi principali figura lo Somalia Water and Land Information Management (SWALIM), attivo da circa vent’anni, che mette a disposizione delle istituzioni somale dati e strumenti per gestire le risorse idriche e territoriali e sistemi di monitoraggio e allerta precoce contro siccità e alluvioni.
Tra il 2020 e il 2025 l’Italia ha inoltre sostenuto il progetto per la prevenzione delle inondazioni e il rafforzamento della resilienza nell’Alto Shabelle, che ha migliorato la protezione dalle alluvioni a beneficio di circa 400 mila persone.
È tuttora in corso anche il progetto Strengthening Climate and Water Integrated Management (SCWIM), dedicato alla gestione integrata del sottobacino di Qardho e alla protezione dalle inondazioni, accompagnando allo stesso tempo il progressivo trasferimento alle istituzioni somale delle competenze e dei dati sviluppati attraverso SWALIM.
L’ambasciatore ha ricordato infine che l’impegno italiano a Jowhar comprende anche interventi umanitari rivolti agli sfollati interni e alle comunità ospitanti, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare e alla nutrizione.
L’Italia, ha sottolineato l’ambasciata, continuerà a lavorare con il governo federale somalo, gli Stati membri della federazione, la FAO e gli altri partner per migliorare la gestione delle risorse idriche, la resilienza delle comunità rurali e lo sviluppo agricolo sostenibile del Paese. (@OnuItalia)
