NEW YORK, 20 AGOSTO 2026 – Ricordare le vittime, dare voce ai sopravvissuti e fare della memoria uno strumento di guarigione, ma anche di prevenzione di nuove forme di violenza. È questo il messaggio della Giornata Internazionale del Ricordo e Tributo alle Vittime del Terrorismo, che le Nazioni Unite celebrano il 21 agosto e che quest’anno ha per tema “Healing through Memory”, “Guarire attraverso la memoria”.
Istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU con la risoluzione A/RES/72/165 del dicembre 2017, la Giornata nasce con l’obiettivo di onorare e sostenere le vittime e i sopravvissuti del terrorismo e di promuovere e proteggere il pieno godimento dei loro diritti umani e delle libertà fondamentali.
Il tema scelto per il 2026 sottolinea come il ricordo non debba limitarsi alla commemorazione del passato. Conservare le storie delle vittime, riconoscerne la sofferenza e trasmetterne la memoria può contribuire alla guarigione dei sopravvissuti, rafforzare la coesione delle comunità e aiutare a prevenire nuove violenze. Le commemorazioni, sottolinea l’ONU, devono però essere costruite attorno alle vittime e tenere conto del trauma subito, evitando che il racconto degli attentati provochi nuove sofferenze.
Guterres: la memoria come strada verso la guarigione
“Ricordare è una strada verso la guarigione e il rinnovamento”, afferma il Segretario Generale António Guterres nel messaggio distribuito in occasione della Giornata. Ma è importante anche il modo in cui si ricorda: le storie delle vittime, avverte Guterres, non devono essere sfruttate per alimentare altro odio, soprattutto sulle piattaforme digitali. Una commemorazione responsabile può invece proteggere le vittime da nuovi traumi e contrastare le narrazioni dannose diffuse dal terrorismo.
Al centro della ricorrenza resta la convinzione che la lotta al terrorismo non possa essere separata dalla tutela dei diritti umani. Le Nazioni Unite ricordano inoltre che le conseguenze di un attentato non terminano con l’emergenza: vittime e familiari possono aver bisogno per anni di assistenza fisica, psicologica, sociale e finanziaria. La responsabilità primaria dell’assistenza spetta agli Stati, mentre l’ONU opera per rafforzarne le capacità, sostenere le associazioni delle vittime e favorire la cooperazione internazionale.
La Strategia Globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo ha progressivamente rafforzato la centralità delle vittime, riconoscendone anche il possibile contributo alla prevenzione dell’estremismo violento e alla costruzione di società più resilienti. L’ONU invita gli Stati a predisporre programmi nazionali in grado di rispondere non soltanto ai bisogni immediati, ma anche alle necessità di medio e lungo periodo dei sopravvissuti e delle loro famiglie.
Una cerimonia globale e un minuto di silenzio
Per il 21 agosto l’ONU ha organizzato un evento virtuale di alto livello, dalle 10 alle 11.15 ora di New York, con un intervento di Guterres e dell’Acting Under-Secretary-General for Counter-Terrorism Alexandre Zouev. Cinque vittime del terrorismo porteranno le proprie testimonianze sul rapporto tra memoria, guarigione e recupero, seguite da un Global Minute of Silence, un minuto di silenzio in memoria delle vittime di tutto il mondo.
La commemorazione servirà inoltre a lanciare “Building a Safer Internet for Victims of Terrorism”, una nuova iniziativa guidata dalle stesse vittime nell’ambito del Victims of Terrorism Associations Network (VoTAN). Il progetto affronta un problema sempre più rilevante: i danni che vittime e sopravvissuti possono subire online, dalla circolazione di immagini traumatiche all’uso strumentale delle loro storie, proponendo alle piattaforme tecnologiche modalità di intervento maggiormente attente alle vittime.
VoTAN, lanciata nell’aprile 2025, riunisce vittime e associazioni di diverse parti del mondo con l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze, il sostegno reciproco e un’azione comune per il riconoscimento dei loro diritti.
L’Italia, dagli Anni di Piombo alla tutela delle vittime
La ricorrenza assume un significato particolare per l’Italia, segnata dal terrorismo degli Anni di Piombo, dalle stragi e da episodi di terrorismo internazionale. Nel corso dei decenni il Paese ha costruito un sistema di riconoscimento e assistenza che comprende benefici economici e previdenziali e specifiche forme di tutela per le vittime e i loro familiari.
Presso il Ministero dell’Interno opera un ufficio specificamente dedicato alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, che è anche Focal Point italiano nei rapporti con l’Ufficio antiterrorismo delle Nazioni Unite sui temi riguardanti le vittime. L’Italia partecipa inoltre ai meccanismi europei di cooperazione e scambio di informazioni sulle forme di assistenza offerte dallo Stato.
Alla Giornata internazionale del 21 agosto si affianca la ricorrenza nazionale del 9 maggio, Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, scelta in coincidenza con l’anniversario dell’uccisione di Aldo Moro nel 1978.
Il ruolo dell’UNICRI
Un contributo italiano alla risposta multilaterale al terrorismo passa anche attraverso l’UNICRI, United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute, l’istituto delle Nazioni Unite con sede a Torino. Nel quadro delle attività ONU di prevenzione e contrasto al terrorismo, l’UNICRI lavora tra l’altro sulle dinamiche della radicalizzazione, sulle minacce legate alle nuove tecnologie e sul rafforzamento delle capacità degli Stati.
È un fronte sempre più importante. L’ONU ha richiamato nel 2026 l’attenzione sull’uso dell’intelligenza artificiale, dei sistemi algoritmici, dei social media e dei nuovi spazi digitali da parte di attori terroristici per diffondere propaganda e odio, reclutare e radicalizzare, manipolare le informazioni e mobilitare sostegno alla violenza. La risposta, secondo le Nazioni Unite, deve restare fondata sui diritti umani, sull’inclusione e sul coinvolgimento delle comunità.
La Giornata del 21 agosto diventa così non soltanto un momento di commemorazione, ma un richiamo alla responsabilità collettiva. Come sottolinea Guterres nel suo messaggio per il 2026, di fronte al tentativo del terrorismo di dividere le società, la risposta deve essere quella di restare uniti, solidali con vittime e sopravvissuti e impegnati nella costruzione di un futuro libero dalla violenza e dalla paura. (@OnuItalia)
