L’UNESCO decide sul patrimonio mondiale: l’Italia punta sui teatri condominiali del Centro Italia

BUSAN, 11 LUGLIO 2026 – Ci sono diciotto piccoli teatri disseminati tra Marche, Emilia-Romagna e Umbria che raccontano una storia tutta italiana: quella di comunità che, tra Settecento e Ottocento, si tassavano per costruire un teatro e ne diventavano comproprietarie. È il sistema dei teatri all’italiana “condominiali”, candidato dall’Italia alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e in attesa del verdetto del Comitato del Patrimonio Mondiale, che si riunirà a Busan, in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio.

La candidatura, dal titolo “The system of Italian-style condominio theatres of the 18th and 19th centuries in Central Italy”, non riguarda un singolo edificio ma un sito seriale composto da 18 teatri storici distribuiti nelle tre regioni. Secondo la valutazione preliminare dell’ICOMOS, l’organismo consultivo dell’UNESCO per i beni culturali, il dossier soddisfa il criterio (iii), quello riservato ai beni che testimoniano in modo eccezionale una tradizione culturale o una civiltà. La bozza di decisione propone infatti l’iscrizione del sito nella Lista del Patrimonio Mondiale.

 

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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