ROMA, 28 GIUGNO 2026 – Dall’empowerment femminile nelle filiere agricole dell’Africa subsahariana alla mobilità delle donne afghane sotto il regime talebano. Sono i temi delle due tesi vincitrici della terza edizione del Premio Bianca Pomeranzi, dedicato alla memoria dell’esperta italiana di cooperazione allo sviluppo e già componente del Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW).
La cerimonia di premiazione si è svolta il 25 giugno nella sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni promotrici. Quest’anno erano in concorso ventinove tesi provenienti da università di tutta Italia.
Il premio principale è stato assegnato a Mawa Bamba, laureata magistrale in Area and Global Studies for International Cooperation all’Università di Torino, con una ricerca dal titolo Gendered Pathways to Development: Understanding the Role of Women in Agrifood Systems and Food Security in Rural Sub-Saharan Africa. Grazie al riconoscimento la vincitrice svolgerà uno stage presso AICS, realizzato in collaborazione con il CIHEAM Bari – Istituto Agronomico Mediterraneo.
La seconda vincitrice è Aghele Mohammadi, laureata magistrale in Local Development all’Università di Torino, premiata per la tesi Invisible Roads: Afghan Women’s Urban Mobility under Taliban Government, dedicata alle limitazioni imposte alle donne afghane negli spazi urbani dopo il ritorno al potere dei talebani. Svolgerà uno stage presso Oxfam Italia, finanziato da EWMD-Roma e Fondazione RUT.
Sono state inoltre attribuite tre menzioni speciali. A Serena Garufo, dell’Università di Torino, per uno studio sui progetti di reintegrazione delle donne accusate di stregoneria nei cosiddetti “witch camps” del Ghana settentrionale; a Beatrice Quaglino, dell’Università di Bologna, per una ricerca sull’accessibilità e sull’attivismo digitale dei centri antiviolenza nel contesto urbano bolognese; e a Chiara Porcheri, dell’Università di Pavia, per una tesi sul ruolo delle cooperative dell’olio di argan nell’empowerment femminile in Marocco.
Alla cerimonia sono intervenuti rappresentanti di AICS, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Comitato CEDAW delle Nazioni Unite, a testimonianza del legame tra il premio e l’impegno italiano nella promozione dell’uguaglianza di genere e dei diritti delle donne nell’ambito della cooperazione internazionale.
Il Premio è dedicato a Bianca Maria Pomeranzi (1950-2023), tra le figure più autorevoli della cooperazione italiana allo sviluppo e del movimento femminista. Cofondatrice di AIDOS, è stata esperta senior di genere della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo della Farnesina, direttrice dell’Unità tecnica locale della Cooperazione italiana a Dakar e componente del Comitato CEDAW delle Nazioni Unite.
Promosso da Elena Zambelli e Maria Rosa Cutrufelli insieme a una rete di organizzazioni della società civile e del mondo accademico, il Premio è patrocinato da AICS e sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) e dal CIHEAM Bari. L’iniziativa valorizza le migliori tesi magistrali dedicate alle politiche e alle pratiche femministe e di genere nei campi della cooperazione internazionale, dello sviluppo sostenibile e dei diritti umani. (@OnuItalia)
