NEW YORK, 16 GIUGNO 2026 – In tempi in cui gli stadi possono essere luoghi di odio o di incontro, i Giusti nello sport arrivano alle Nazioni Unite. La mostra fotografica promossa da Fondazione Gariwo con l’artista Gabriele Stabile, sarà ospitata presso il Palazzo di Vetro dal 16 al 26 giugno 2026, presenti al taglio del nastro il Vice Ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, l’Ambasciatore Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, Melissa Fleming, Sottosegretaria generale delle Nazioni Unite per la comunicazione globale, e Gabriele Nissim, presidente della Fondazione Gariwo.
Realizzata insieme alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e allestita da Mataeria, la mostra presenta 14 storie di atleti e protagonisti dello sport che hanno saputo opporsi a discriminazioni e violenze, difendere la dignità umana e trasformare lo sport in uno strumento di libertà e cambiamento sociale. Le storie selezionate presentano un ampio ventaglio di contesti sportivi, geografici e temporali, spaziando dai tragici eventi che hanno contraddistinto il secolo scorso fino alle attuali battaglie in favore dei diritti delle donne. I riflettori sono puntati dunque su Gino Bartali, il campione di ciclismo che ha salvato centinaia di ebrei dalla deportazione, su Yusra Mardini, la nuotatrice siriana che insieme alla sorella Sarah ha salvato i migranti in fuga verso la Grecia, e su Khalida Popal, la calciatrice afghana che usa lo sport come mezzo di emancipazione per le donne e che nel 2021 ha contribuito a salvare 300 persone in fuga dai talebani. Ma anche su Antonio Maglio, pioniere del movimento paralimpico, e Ferdinando Valletti, calciatore del Milan deportato ad Auschwitz che nello sport trovò una risorsa per aiutare i compagni di prigionia.
Concepita come una staffetta di valori e già presentata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina, la mostra approda a New York durante la Coppa del Mondo FIFA in corso in Usa, Canada e Messico fino al 19 luglio. L’Italia non sarà in campo, ma porta alle Nazioni Unite un messaggio universale: lo sport come coraggio civile, inclusione e responsabilità verso la società.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione avviato dalla Fondazione Gariwo con l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Prevenzione del Genocidio sui temi del contrasto all’odio, della prevenzione delle atrocità di massa e della promozione della responsabilità individuale. In questo quadro, il 17 giugno alle ore 15 locali, le 21 in Italia, Gariwo organizzerà presso la sede delle Nazioni Unite il side event “Sport and the Gardens of the Righteous: Educating for Shared Humanity”, inserito nel programma della quinta Giornata internazionale per contrastare i discorsi d’odio, che si celebra il 18 giugno. (@OnuItalia)
