Libano: Guterres presenta tre opzioni per il dopo UNIFIL

NEW YORK, 1 GIUGNO 2026 – E’ essenziale mantenere i peacekeeper in Libano dopo la scadenza del mandato dell’attuale missione Unifil, prevista per la fine dell’anno. In un rapporto al Consiglio di Sicurezza Il Segretario Generale dell’ONU, Antonio  Guterres propone tre opzioni che prevedono un numero di unità Onu in uniforme compreso tra quasi 2.000 e oltre 5.500 unità, con il compito di monitorare il cessate il fuoco e fornire sostegno alle forze armate libanesi.

Una nuova missione sotto un diverso quadro operativo

La proposta di Guterres sembra offrire una soluzione alternativa alla decisione del Consiglio di Sicurezza dello scorso anno di porre fine a UNIFIL, creando una nuova missione sotto un diverso quadro operativo. Il rapporto non presenta alcuna opzione per porre fine alla presenza militare dell’ONU nel Libano meridionale. Al contrario, vengono proposte esclusivamente alternative per mantenere una forza internazionale nell’area.

Attualmente UNIFIL schiera circa 7.500 caschi blu provenienti da quasi 50 Paesi tra cui l’Italia lungo la Blue Line, il confine di fatto di 120 chilometri che separa il Libano da Israele. La forza, attualmente sotto comando italiano, mantiene una presenza di interposizione nel Libano meridionale dal 1978.

Tre opzioni per la presenza ONU

L’opzione più ambiziosa prospettata da Guterres prevederebbe il dispiegamento di circa 350 osservatori militari delle Nazioni Unite, supportati da quattro battaglioni di fanteria da 750 soldati ciascuno e da una forza di riserva di 700 militari.

Secondo questo modello, la forza sarebbe in grado di monitorare gran parte della Blue Line, effettuare pattugliamenti fino al fiume Litani, indagare sulle violazioni, coordinarsi strettamente sia con le Forze Armate Libanesi sia con le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e posizionarsi fisicamente tra le parti per contribuire a prevenire un’escalation. Sosterrebbe inoltre il monitoraggio del cessate il fuoco e rafforzerebbe l’autorità dello Stato libanese nel sud del Paese.

L’opzione intermedia includerebbe 285 osservatori militari, due battaglioni da 750 soldati ciascuno e una forza di riserva di 450 uomini.

Questa forza conserverebbe alcune capacità di monitoraggio diretto lungo la Blue Line e di investigazione sulle violazioni della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sebbene su scala più limitata. Il coordinamento tra le parti continuerebbe, ma la forza avrebbe soltanto una capacità ridotta di separare forze ostili o contribuire alla de-escalation degli incidenti. Anche il sostegno alle operazioni dell’Esercito libanese verrebbe ridimensionato.

La terza opzione, la più leggera, consisterebbe in 215 osservatori militari disarmati, protetti da due battaglioni di 450 soldati ciascuno e da una forza di reazione rapida di 350 uomini.

In questo scenario, le Nazioni Unite si limiterebbero principalmente a osservare e riferire. Sarebbero in grado di monitorare soltanto alcune sezioni della Blue Line, indagare su determinate violazioni e facilitare le comunicazioni tra le parti, ma non avrebbero la capacità di interporsi tra l’IDF e le forze libanesi né di contribuire in modo significativo alla de-escalation delle crisi. Le capacità di ingegneria, sminamento e applicazione delle misure di sicurezza sarebbero minime.

Tutte le opzioni richiedono un sostegno significativo

Tutte e tre le opzioni presuppongono la disponibilità di importanti risorse di supporto, tra cui elicotteri per evacuazioni mediche, unità del genio e di sminamento, sistemi di sorveglianza, droni, radar e immagini satellitari. Le Nazioni Unite sottolineano che, senza questi strumenti tecnologici, sarebbe impossibile garantire un monitoraggio continuo dell’intera Blue Line.

Nel 2025 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato per terminare il mandato di UNIFIL, con la missione destinata a concludersi completamente entro la fine del 2026. Il piano prevedeva il ritiro del personale UNIFIL dal Libano nel corso del 2027. La risoluzione è stata approvata all’unanimità, con il voto favorevole di tutti e 15 i membri del Consiglio di Sicurezza.

Oggi in Italia il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto che l’avanzata in Libano di Israele rende “lontano un serio piano di pace perché un serio piano di pace
anche in Libano, come in Ucraina, parte dalla cessazione dell’ostilità, dalla cessazione della guerra. Perché così il nostro contingente non è in grado di assolvere il suo compito, quello dell’UNIFIL, non è in grado di assolvere il suo compito con una guerra in corso sopra la testa”. (@OnuItalia)

 

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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