NEW YORK, 22 MAGGIO 2026 – “All’Onu per coltivare cio’ che ci accumuna”: l’ambasciatore Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente dell’Italia alle Nazioni Unite, parla alle studentesse e agli studenti di Noi Magazine, spazio di approfondimento e orientamento del movimento NOI Rete Umana. In un momento storico in cui gli scenari internazionali allarmano generando un clima di diffidenza e distacco verso le istituzioni sovranazionali, Marrapodi invita a continuare a credere nella cooperazione tra i popoli.
“Rappresentare l’Italia all’ONU a New York è un grande onore e ringrazio il Governo italiano, il Ministro Tajani e la mia Amministrazione per avermi attribuito questo importante incarico. Tante cose sono cambiate nel mondo e nelle Nazioni Unite tra il primo servizio a New York nella seconda metà degli anni ’90 e il mio attuale mandato ma una cosa è rimasta solida: l’ammirazione di cui l’Italia gode nel Palazzo di Vetro, da parte di tutti i Paesi. Quanto alla percepita crisi delle istituzioni multilaterali, ad 81 anni dalla sua fondazione l’ONU, pur con la necessità di una riforma, resta il luogo per eccellenza in cui i 193 Stati della comunità internazionale dialogano e ricercano soluzioni ai problemi comuni. Come ha detto il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non esistono alternative al multilateralismo, ameno che non si ritenga di imboccare la strada dei conflitti permanenti”, ha detto il diplomatico italiano.
Nei mesi successivi al suo insediamento al Palazzo Di Vetro, Marrapodi ha accolto migliaia di giovani nell’ambito delle iniziative che portano le scuole al Palazzo di Vetro. L’Italia – ha osservato l’Ambasciatore – e’ tra i Paesi più attivi nelle simulazioni negoziali in ambito ONU: “Quest’anno abbiamo avuto circa 14 mila studenti provenienti dalle scuole di tutta Italia, che hanno riempito più volte l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, trasmettendo un’energia contagiosa, un fermento positivo che è linfa vitale per l’Organizzazione. Quando ho incontrato i giovani partecipanti, ho trasmesso un messaggio di responsabilità e speranza: l’Italia continua a investire nel sistema multilaterale e a credere nel diritto internazionale che regola la pacifica convivenza tra i popoli e le nazioni, e questa è l’eredità che vogliamo trasmettere alle giovani generazioni che devono credere nella cooperazione tra i popoli come base per costruire un mondo più giusto e pacifico. Al Palazzo di Vetro uno dei temi di discussione principali riguarda proprio l’agenda Giovani, pace e sicurezza”.
Il senso di iniziative come Change The Word Model UN e’ di un aiuto a crescere: “Inducono a uno sforzo di comprensione delle ragioni dell’altro, abituano al confronto, aprono la mente a trovare soluzioni, a capire che di fronte alle differenze dobbiamo cercare ciò che unisce. In generale, viaggiare, vivere, studiare o lavorare all’estero permette di sviluppare nuovi orizzonti, spirito di adattamento, capacità di dialogo, ma anche di comprendere meglio se stessi. L’attitudine al dialogo inter-culturale è, in particolare, fondamentale per questo tipo di carriere e, sotto questo profilo, noi italiani vantiamo una naturale propensione al contatto con altri popoli. Ciò vale a maggior ragione per regioni come la Calabria e la Sicilia, che sin dall’antichità sono state punti di incontro di civiltà diverse”.
Infine un consiglio ai giovani che guardano alle carriere internazionali: non abbiamo paura di confrontarsi con realtà nuove e culture diverse, “perché non c’è nulla di più bello e stimolante che rappresentare il proprio Paese all’estero o contribuire, con il proprio lavoro e le proprie competenze, alla crescita dell’Italia e del territorio da cui si proviene. E non bisogna mai dimenticare le proprie radici, il punto di riferimento che ci accompagna anche nei contesti più lontani”, ha concluso Marrapodi. (@OnuItalia)
