NEW YORK, 23 SETTEMBRE 2025 – In occasione della Settimana di Alto Livello dell’80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, “Uniting for Consensus” (UfC) – un gruppo interregionale favorevole alle riforme, composto da Argentina, Canada, Colombia, Costa Rica, Italia, Malta, Messico, Pakistan, Repubblica di Corea, San Marino, Spagna e Turchia – ha ribadito il suo impegno incondizionato a favore della riforma del Consiglio di Sicurezza e degli obiettivi e principi della Carta delle Nazioni Unite.
“Il gruppo accoglie con favore la prosecuzione dei Negoziati Intergovernativi (IGN), che rimangono l’unica piattaforma legittima e inclusiva guidata dagli Stati Membri per discutere della riforma del Consiglio di Sicurezza”, si legge in un comunicato pubblicato sul sito della Missione italiana.
Verso il piu’ ampio consenso politico
“Come stabilito dalla decisione 62/557 dell’Assemblea Generale e in linea con la risoluzione 79/1, ci impegniamo a perseguire una riforma globale del Consiglio di Sicurezza che possa ottenere il più ampio consenso politico possibile da parte degli Stati Membri, al fine di rendere il Consiglio più democratico, rappresentativo, efficace, responsabile, inclusivo, trasparente e reattivo alle sfide globali odierne. Apprezziamo il lavoro svolto dai presidenti e dai copresidenti per promuovere un dialogo produttivo all’interno dell’IGN e i progressi compiuti finora, in particolare durante l’ultima sessione dell’IGN, che ha contribuito a discussioni costruttive e trasparenti sui cinque gruppi interconnessi della riforma ed è stata arricchita dall’analisi di modelli concreti, come quello presentato dalla Comunità caraibica e il modello rivisto del Liechtenstein”, prosegue il comunicato che incoraggia vivamente gli altri Stati Membri e gruppi negoziali interessati acciocché presentino i propri modelli di riforma nelle prossime sessioni dell’IGN, al fine di portare avanti le discussioni che riflettono il nostro impegno comune a favore della riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: “Nello spirito di reciproca flessibilità e compromesso, auspichiamo di poter costruire sulle convergenze per giungere infine a un accordo su una proposta che goda del più ampio consenso politico possibile. A questo proposito, auspichiamo la più ampia partecipazione possibile degli Stati Membri, al fine di raggiungere un consenso su una riforma globale”.
Riparare l’ingiustizia storica nei confronti dell’Africa
Il modello di riforma presentato da Uniting for Consensus si concentra sul miglioramento della rappresentatività, della responsabilità e dell’efficacia del Consiglio e sostiene quindi l’aumento solo dei membri eletti e non permanenti, compresi i seggi non permanenti a più lungo termine. Pienamente consapevoli della necessità di rimediare all’ingiustizia storica nei confronti dell’Africa, i membri di UfC riconoscono l’imperativa necessità di rafforzare la presenza nel Consiglio del continente africano e di altre regioni sottorappresentate come l’Asia-Pacifico, l’America Latina e i Caraibi, e si impegnano a trovare una soluzione pratica che tenga conto di queste aspirazioni. L’Assemblea Generale ha recentemente concordato di proseguire le discussioni sulla questione della rappresentanza dei gruppi interregionali, tenendo conto del fatto che i piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS), gli Stati Arabi e altri, come l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, sono stati menzionati nelle discussioni dell’IGN.(@OnuItalia)
