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Riforma CdS: Massari, “UfC spinge per riforma per tutti”

NEW YORK, 15 NOVEMBRE – “La realta’ attuale non e’ scritta sulla pietra”: il Rappresentante Permanente d’Italia all’ONU, Ambasciatore Maurizio Massari, è intervenuto oggi in Assemblea generale a nome del gruppo negoziale Uniting for Consensus (UfC) nel primo dibattito annuale sulla riforma del Consiglio di Sicurezza sotto la nuova presidenza di Abdulla Shahid.

Massari ha osservato che la pandemia ha messo in luce la necessità di una cooperazione internazionale rafforzata per affrontare vecchie e nuove sfide. “Abbiamo bisogno di un multilateralismo più inclusivo, flessibile e orientato alle soluzioni”, mentre “i tempi difficili che stiamo attraversando dovrebbero spingerci tutti verso una riforma credibile ed efficace del Consiglio, l’unico modo per aumentare la fiducia del pubblico e, allo stesso tempo, rafforzare il multilateralismo”.

UfC, di cui l’Italia è ‘Focal Point’, spinge per la creazione di un Consiglio più efficiente, rappresentativo, inclusivo trasparente e democratico di quello istituito nel 1945 perche’ “decisioni cruciali per la pace internazionale non possono essere prese da pochi, o bloccate da pochi, senza che a tutti sia concessa, quantomeno, la possibilità di sedersi al tavolo”, ha detto l’Ambasciatore. E’ necessaria dunque una “riforma per tutti”, attraverso una soluzione che soddisfi l’interesse collettivo di tutti i 193 membri delle Nazioni Unite.

Non tutti gli Stati Membri la pensano cosi’: intervendo nel dibattito un delegato britannico ha ribadito l’appoggio di Londra alla candidatura di Germania, Giappone, India e Brasile  a un nuovo seggio permanente, piu’ una rappresentanza permanente per l‘Africa. L’Ambasciatore Massari ha a sua volta invitato gli Stati membri che insistono per la creazione di nuovi seggi permanenti a “rinunciare alla ricerca di privilegi e ad aprirsi piuttosto a contemplare un ampliamento del numero dei seggi elettivi non permanenti“, che aumenterebbero le opportunita’ per gli Stati Membri di sedersi tutti, a rotazione, nel Consiglio. Tutte le Regioni potrebbero cosi’ far sentire la propria voce, compresi Paesi piccoli, insulari e più vulnerabili, e innanzitutto l’Africa (fra le piu’ penalizzate nella storia del Consiglio). Piu’ di 50 Paesi non hanno mai servito nel Consiglio di Sicurezza.

UfC, ha sottolienato l’Ambasciatore, e’ pienamente disponibile a partecipare proattivamente al dialogo nella cornice negoziale IGN e a sostenere l’azione del Presidente Shahid per far avanzare questo dialogo in modo costruttivo, superando le divergenze su temi quali la composizione del Consiglio e il diritto di veto. Su queste linee – ha ricordato – si e’ espresso anche il comunicato congiunto rilasciato dai 12 Paesi del Gruppo UfC il 23 settembre, a seguito della riunione presieduta dal Ministro degli Esteri Di Maio a margine della settimana di alto livello dell’Assemblea Generale ONU. (@OnuItalia)

 

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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