Casellati a New York: “Guterres ci considera pionieri per aver adottato la Vig”

NEW YORK, 21 OTTOBRE 2026 – La Ministra per le Riforme e la Semplificazione Elisabetta Casellati ha portato la Palazzo di Vetro la nuova normativa italiana sulla Vig, la Valutazione di Impatto Generazionale che permette al legislatore e al pubblico di valutare gli effetti delle leggi e delle politiche pubbliche sulle giovani generazioni. “Il Segretario Generale Antonio Guterres ci considera pionieri e ha riconosciuto all’Italia il ruolo di unico Paese che ha messo in atto concretamente il Patto per le Future generazioni adottato dall’Onu nel 2024”, ha detto Casellati dopo aver incontrato il capo delle Nazioni Unite nel suo ufficio al 38esimo piano delle Nazioni Unite.

Introdotta dalla legge sulla semplificazione del 2025, la Vig “guarda al futuro”, ha detto Casellati. Collegata al principio di equità intergenerazionale, alla necessità cioè  di non scaricare sulle generazioni future i costi delle decisioni di oggi, la Vig serve a verificare se un provvedimento possa avere conseguenze positive o negative sui giovani, in particolare per quanto riguarda lavoro, istruzione, casa, ambiente e sostenibilità del debito pubblico.

“Guterres ci considera dei pionieri. Nel mondo questo principio non era stato mai attuato. Tutto ne parlano ma concretamente nessuno l’aveva inserito in una legge”, ha detto la ministra secondo cui “la Vig non e’ soltanto un aspetto formale, procedurale, ma un paradigma culturale, nel senso che lo stato si prende cura di quello che sara’ il futuro dei giovani”. Ieri, sempre sul tema delle riforme, Casellati aveva incontrato all’ONU il sottosegretario generale dell’Onu per le politiche, Guy Ryder, constatando la sintonia della Valutazione di Impatto Generazionale con gli obiettivi delle Nazioni Unite.

La missione di Elisabetta Casellati ha avuto anche un risvolto accademico. Ieri la ministra ha incontrato studenti e docenti all’Italian Academy della Columbia University in un incontro con Carlo Prato e Alexander Stille. Oggi invece a Filadelfia ha tenuto una lectio Magistralis alla University of Pennsylvania sul tema delle riforme. Ultima tappa, il Gran Caffé L’Aquila a Chestnut Street nel cuore della citta’ americana: era uno storico locale in Piazza Duomo, premiato nel 2007 come miglior caffé d’Italia, ma due anni dopo fu gravemente danneggiato dal devastante terremoto che colpì l’Abruzzo. Il locale è ora rinato a Filadelfia grazie a un incontro tra i proprietari originali, Stefano Biasini e Michele Morelli, e Riccardo Longo, ristoratore della città della Pennsylvania ed esperto di enogastronomia regionale italiana. (@OnuItalia)

 

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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