ROMA, 19 OTTOBRE 2026 – In Italia le donne diplomatiche nei gradi iniziali superano oggi il 30%, e la percentuale è in costante crescita. Venti Ambasciate e quattro Direzioni Generali guidate da donne dimostrano i passi in avanti finora compiuti e indicano la strada da seguire. “L’obiettivo e’ mettere il contributo delle donne al centro dell’impegno per la pace, il dialogo e la crescita, che sono le priorità dell’azione di politica estera del Governo”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando dell’importanza delle donne diplomatiche nella prefazione al libro ‘Oltre i confini. Sguardi e voci di Ambasciatrici italiane nel mondo’ realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario dell’associazione Donne diplomatiche e dirigenti (Did) che si è celebrato oggi alla Farnesina.
L’associazione è nata il 16 ottobre 2001, su iniziativa di un gruppo di diplomatiche della Farnesina – tra le promotrici Anna Teresa Frittelli, prima presidente, e Gloria Bellelli – che volevano fare rete in un ambiente professionale allora quasi esclusivamente maschile. L’idea, ispirata anche a un’analoga esperienza nella magistratura, era inizialmente quella di conoscersi, confrontare le esperienze di lavoro all’estero e sostenersi reciprocamente. Ben presto pero’ l’associazione si trasformo’ in uno strumento per promuovere le pari opportunità, favorire la conciliazione tra carriera e famiglia e superare gli ostacoli alla presenza femminile ai vertici della diplomazia.

L’anniversario, celebrato alla presenza, tra gli altri, della presidente Serena Lippi e dell’ambasciatrice francese Anne-Marie Descôtes, arriva oggi a quasi sessant’anni dall’ingresso delle prime donne nella carriera diplomatica italiana, avvenuto soltanto nel 1967, dopo una storica sentenza della Corte costituzionale del 1960.
Da una piccola rete di colleghe a una voce per la parità alla Farnesina: “Il contributo delle donne è enorme ma il loro potenziale deve avere sempre di più la possibilità di esprimersi al meglio senza barriere o soffitti di cristallo”, ha detto Tajani osservando che le donne sono già protagoniste nei processi politici, sociali ed economici, così come nella lotta senza quartiere alle discriminazioni e alla violenza di genere, che è il pilastro della nostra azione in Europa, alle Nazioni Unite e in tutti i fori multilaterali: “Questa è la linea che ispira anche la nostra Cooperazione allo Sviluppo che, in Africa, in Medio Oriente, in America Latina e in tutte le aree più fragili del mondo, mette sempre di più la donna al centro”.
Il Ministro ha ricordato l’azione del governo: “È un cambiamento importante: in questi quattro anni di Governo abbiamo lavorato per promuovere e rafforzare la presenza delle donne a tutti i livelli nella Farnesina, nelle Ambasciate e nei Consolati. Non è soltanto una questione di pari opportunità. È una scelta nell’interesse dell’Italia. Un Paese che sa valorizzare tutti i suoi talenti è un Paese più forte, più moderno, più capace di affrontare le sfide del futuro”. (@OnuItalia)
