NEW YORK, 16 OTTOBRE 2026 – Trieste non solo polo internazionale di ricerca, ma piattaforma permanente della diplomazia scientifica internazionale: il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e’ intervenuto oggi al Palazzo di Vetro per presentare il sistema scientifico e dell’innovazione della regione e il progetto di un nuovo hub dell’UNESCO nel capoluogo giuliano.
“La nostra ambizione non è semplicemente aprire un nuovo centro”, ha spiegato, ricordando che il progetto ha ricevuto il sostegno del direttore generale dell’Unesco, Khaled El-Enany, in visita visita a Trieste lo scorso giugno: “L’obiettivo è creare una piattaforma permanente in cui istituzioni scientifiche, organizzazioni internazionali e autorità pubbliche possano collaborare, sviluppare nuovi programmi e rafforzare il ruolo della città come punto di riferimento mondiale per la ricerca”.

Secondo Fedriga la diplomazia scientifica “non sostituisce quella tradizionale ma può rafforzarla”, creando opportunità di collaborazione tra Paesi con sistemi politici e culturali diversi. La ricerca, ha osservato, non produce soltanto conoscenza: contribuisce a formare nuove generazioni di scienziati, sostiene i Paesi emergenti e costruisce relazioni internazionali.

Introdotto dal Rappresentante Permanente italiano all’Onu Giorgio Marrapodi secondo cui “la diplomazia scientifica e’ una necessita’, dalla salute all’energia, dal cambiamento climatico all’intelligenza artificiale”, Fedriga ha collegato questa visione anche alle nuove rotte commerciali tra Asia ed Europa, a partire dal corridoio Imec, destinato a collegare India, Medio Oriente ed Europa. Grazie alla posizione geografica, ai porti e alle infrastrutture ferroviarie, il Fvg può diventare uno snodo strategico di questa rete con Trieste, dove operano da decenni istituzioni scientifiche legate al sistema delle Nazioni Unite, al centro di un modello di cooperazione capace di contribuire agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
L’evento ha visto la partecipazione dell’assessore regionale a Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen, del presidente di Agorai Innovation Hub Raffaele Fantelli e di esponenti delle principali organizzazioni scientifiche insediate a Trieste, tra cui Ictp, Icgeb, Twas, Owsd e Iap. Tra le autorità, il rappresentante permanente dell’India all’Onu, Harish Parvathaneni, il vice dell’inviato Onu per le tecnologie e responsabile delle politiche sull’intelligenza artificiale, Quintin Chou-Lambert, e il direttore generale dell’Unesco, El-Enany, intervenuto con un videomessaggio.

Recentemente la Regione Friuli Venezia Giulia ha messo a disposizione un immobile in via Udine a Trieste per ospitare un nuovo hub dell’UNESCO, puntando a creare la prima sede di ricerca dell’organizzazione al di fuori di Parigi per potenziare i programmi globali di scienza e cooperazione. L’edificio consentirà di offrire una collocazione a realtà come The World Academy of Sciences, il segretariato dell’InterAcademy Partnership e dell’ Organization for Women in Science for the Developing World, oggi ospitate in via provvisoria all’Ictp.

Il presidente della regione ha infine richiamato la storia della città, segnata nel Novecento da confini che si sono “spostati, aperti e chiusi e da profonde tragedie”. Una storia da cui Trieste ha saputo costruire una nuova identità, trasformando le differenze in ricchezza: “In un’epoca segnata da profonde divisioni”, ha detto, “la scienza, non meno della storia, può aiutarci a ricordare che il progresso nasce ancora dalla nostra capacità di incontrarci, comprenderci e lavorare insieme”. (@OnuItalia)
