NEW YORK, 10 SETTEMBRE 2026 – Sicurezza delle frontiere, lotta ai finanziamenti del terrorismo e nuove minacce legate all’intelligenza artificiale: l’Italia rafforza la collaborazione con le Nazioni Unite contro un terrorismo sempre più “dinamico, in rapida evoluzione e transnazionale”.
In un intervento all’Onu alla vigilia dell’11 settembre sugli ultimi sviluppi nella lotta al terrorismo e sull’attività dell’United Nations Office of Counter-Terrorism (UNOCT), l’Italia ha ricordato il suo contributo a numerosi programmi di capacity building dell’organismo.
Roma sostiene finanziariamente i progetti, partecipa direttamente alla formazione e ha costruito una collaborazione istituzionale con UNOCT attraverso due delle principali forze di polizia italiane, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.
Tra i progetti citati figura la seconda fase del programma per rafforzare la sicurezza delle frontiere e le capacità antiterrorismo del Ghana Immigration Service, che sarà attuata tra dicembre 2026 e novembre 2027.
L’obiettivo è aumentare la capacità delle autorità ghanesi di prevenire, individuare e contrastare le minacce terroristiche lungo le frontiere settentrionali, in una regione, l’Africa occidentale, dove terrorismo, criminalità organizzata transnazionale, traffico di migranti e tratta di esseri umani rappresentano sfide sempre più interconnesse.
Già nel 2023 il ministero degli Esteri aveva sostenuto, insieme a IOM, UNOCT, UNODC e Interpol, la prima fase dell’iniziativa per la stabilità delle frontiere terrestri dell’Africa occidentale. A novembre la Polizia di Stato ospiterà inoltre a Roma un corso per formatori destinato agli agenti ghanesi impegnati nella sicurezza delle frontiere.
Un altro fronte è quello del denaro che alimenta il terrorismo. Il ministero degli Esteri, insieme a UNOCT e allo United Nations Counter-Terrorism Centre, organizza corsi tenuti dalla Guardia di Finanza presso la Scuola di Polizia Economico-Finanziaria di Ostia.
Dopo la formazione destinata nel 2025 ai funzionari dell’Asia centrale e quella del maggio scorso per rappresentanti di 13 piccoli Stati insulari in via di sviluppo del Pacifico, a novembre sarà la volta di funzionari provenienti da 14 Stati insulari dei Caraibi.
Grazie al memorandum d’intesa tra UNOCT e Guardia di Finanza, gli esperti italiani contribuiscono inoltre ai programmi ONU su crimini finanziari, movimenti transfrontalieri sospetti di contante, indagini finanziarie, individuazione dei corrieri di denaro, controlli doganali e contrasto al contrabbando.
La nuova frontiera è però quella tecnologica. Proprio il 9 settembre si è aperto a Roma il “Global Training on AI and Digital Transformations for Security Sector Actors”, organizzato da UNOCT, UNICRI e Interpol e ospitato dall’Italia.
Il corso riunisce funzionari antiterrorismo e delle forze dell’ordine di numerosi Paesi ONU con l’obiettivo di approfondire le applicazioni dell’intelligenza artificiale e le trasformazioni digitali rilevanti per la sicurezza, favorendo allo stesso tempo lo scambio internazionale di esperienze e buone pratiche.
Per l’Italia, di fronte a una minaccia terroristica che cambia geografia e utilizza sempre di più lo spazio digitale anche per il reclutamento e il finanziamento, resta centrale la Strategia globale antiterrorismo delle Nazioni Unite.
La risposta, ha concluso Roma, deve essere coordinata: gli Stati membri devono condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche per rafforzare la cooperazione e la capacità collettiva di contrastare terrorismo ed estremismo violento. (@OnuItalia)
