NEW YORK, 21 MAGGIO 2026 – L’Italia ha co-sponsorizzato e votato a favore della risoluzione che chiede un parere consultivo della International Court of Justice dell’Aja sul cambiamento climatico, riaffermando al Palazzo di Vetro il proprio sostegno alla diplomazia climatica multilaterale e al ruolo delle istituzioni internazionali.
Nel suo intervento alle Nazioni Unite, il Vice Rappresentante Permanente, Gianluca Greco, ha ringraziato Vanuatu per la leadership esercitata nei negoziati sulla crisi climatica e sulle sue conseguenze globali, “specialmente per i Paesi in situazioni particolarmente vulnerabili, come i Paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo”. Secondo l’Italia, le discussioni degli ultimi mesi hanno dimostrato “l’impegno collettivo nell’affrontare il cambiamento climatico e la minaccia che esso rappresenta a livello globale”.
Nel suo intervento, Greco ha evidenziato tre punti principali. Il primo riguarda la transizione energetica. Roma promuove infatti un modello basato sulla “neutralità tecnologica” e su una “transizione verde competitiva”, fonato su un approccio “all technologies”.
L’obiettivo, ha spiegato l’Italia, è individuare “le migliori soluzioni per lo sviluppo sostenibile sulla base delle evidenze scientifiche e delle priorità nazionali”, salvaguardando al tempo stesso la competitività delle industrie ad alta intensità energetica, considerate essenziali per il settore manifatturiero e per il raggiungimento della neutralità climatica “a costi economici e sociali sostenibili”.
Il secondo punto riguarda i limiti interpretativi del futuro parere della Corte. L’Italia ha sottolineato che “interpretazioni espansive” dell’opinione consultiva dovrebbero essere evitate, “in generale e in particolare nell’attuazione del paragrafo operativo 10”, anche per quanto riguarda l’applicazione del principio di non-refoulement nel contesto del cambiamento climatico.
Infine, Roma ha ribadito che “dialogo e diplomazia climatica”, soprattutto attraverso gli strumenti normativi e istituzionali disponibili nell’ambito della United Nations Framework Convention on Climate Change, “restano le strade migliori per affrontare queste questioni complesse”.
“In questo spirito, l’Italia continuerà a lavorare insieme al resto della comunità internazionale in tutti i fori pertinenti”, ha concluso la delegazione. (@OnuItalia)
