ROMA, 20 MAGGIO 2026 – Sono arrivati oggi all’aeroporto di Fiumicino 124 rifugiati dalla Libia nell’ambito del programma di reinsediamento, una delle principali soluzioni durature promosse da UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, per offrire protezione a persone particolarmente vulnerabili nell’ambito del programma Regionale di Protezione e Sviluppo del Nord Africa (RDPP-NA)
L’arrivo riguarda persone provenienti da Eritrea, Etiopia e Sudan, incluse 33 famiglie. La maggior parte delle persone in arrivo è stata selezionata per il reinsediamento sulla base di particolari condizioni di vulnerabilità, tra cui donne e minori a rischio e persone sopravvissute a violenza e tortura.
Molte delle persone in arrivo portano con se’ storie drammatiche: alcune erano state registrate da UNHCR in Libia almeno quattro anni fa, mentre altre vivevano nel Paese da oltre dodici anni in condizioni di forte precarietà e con accesso estremamente limitato a servizi essenziali e di protezione. La foto, distribuita da UNHCR, e’ di Alessandro Penso, il fotogiornalista italiano noto soprattutto per il suo lavoro su migrazioni, diritti umani, marginalità sociale e crisi umanitarie che nel 2013 ha vinto il prestigioso World Press Photo Award per un reportage sui rifugiati siriani in Bulgaria.
«Questo arrivo dimostra ancora una volta l’impatto concreto che le autorità italiane riescono ad avere a favore delle persone più vulnerabili, cambiandone la vita. Sottolinea inoltre l’importanza di ampliare una gamma diversificata di percorsi sicuri e regolari, rivolti sia ai rifugiati più vulnerabili sia a coloro che possiedono competenze e talenti accademici», ha dichiarato Anna Leer, Rappresentante ad interim dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino. «Per molte di queste donne, bambini e uomini vulnerabili, il reinsediamento rappresenta la prima concreta opportunità di passare dalla mera sopravvivenza quotidiana a una vera vita, dopo anni di incertezza, esposizione alla violenza e mancanza di prospettive».
UNHCR ringrazia le autorità italiane e tutti i partner coinvolti nell’organizzazione del trasferimento e dell’accoglienza, confermando il ruolo centrale dell’Italia nei programmi di protezione e solidarietà internazionale.
Il reinsediamento rappresenta uno strumento fondamentale di protezione internazionale, e consente ai rifugiati più vulnerabili di essere trasferiti da un Paese di primo asilo verso un Paese terzo che offre protezione, accesso ai diritti e prospettive di integrazione quando il rientro nel paese di origine non è un’alternativa percorribile.
Secondo UNHCR, nel 2026 circa 2,5 milioni di rifugiati nel mondoavranno bisogno di reinsediamento, a conferma della necessità di ampliare percorsi sicuri e regolari per le persone più vulnerabili.
Il programma RDPP-NA, avviato nel 2015, è co-finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno italiano e progettato per stabilire e migliorare le capacità di protezione per migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Nord Africa e lungo la rotta centrale del Mediterraneo. (@OnuItalia)
