NEW YORK, 19 MAGGIO 2026 – “Il calcio è uno dei linguaggi più universali del mondo. Attraversa confini, culture e generazioni, creando connessioni là dove la politica o la geografia a volte creano distanza”. Con queste parole l’Italia ha celebrato alle Nazioni Unite il World Football Day, la giornata mondiale dedicata allo sport più popolare del pianeta, trasformata al Palazzo di Vetro in un messaggio di pace, inclusione e diplomazia tra i popoli.
L’evento, organizzato dai co-presidenti del Gruppo di Amici del Calcio – Bahrain, Libya e Tajikistan – con il sostegno di Germany, Austria, Italy, Hungary, Portugal e Rwanda, ha riunito ambasciatori, dirigenti sportivi, giovani calciatori e rappresentanti delle Nazioni Unite nell’aula dell’Assemblea Generale.
Nel suo intervento, il vice Rappresentante Permanente Gianluca Greco ha sottolineato che Roma considera “il calcio, e lo sport più in generale, non solo una passione umana, ma un potente strumento di pace, dialogo e comprensione reciproca tra i popoli”.
Un principio che, ha ricordato l’Italia, è “al centro dell’impegno italiano alle Nazioni Unite”. Lo scorso novembre, infatti, l’Assemblea Generale ha adottato per consenso la risoluzione sulla Tregua Olimpica per i Giochi invernali di Milano Cortina 2026, co-sponsorizzata da 165 Stati membri. “Quel sostegno schiacciante ha inviato un messaggio chiaro: anche in un mondo frammentato, lo sport resta uno dei rari spazi in cui l’umanità può ancora unirsi”, ha affermato la missione italiana.
L’Italia ha inoltre ricordato che ospiterà insieme alla Turchia gli Europei di calcio UEFA 2032, visti “non solo come competizioni, ma come piattaforme di cooperazione, diplomazia tra i popoli e partnership di lungo periodo tra Paesi, istituzioni e comunità”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle iniziative di inclusione sociale. Roma ha citato il programma “RETE! Refugee Teams”, lanciato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio nel 2015, grazie al quale oltre 10 mila rifugiati e minori non accompagnati hanno trovato nel calcio “uno spazio di integrazione e partecipazione”.
L’Italia partecipa inoltre alla UEFA Unity EURO Cup, organizzata insieme all’UNHCR, che riunisce squadre composte da rifugiati e membri delle comunità ospitanti. “Continueremo a stare al fianco del Gruppo di Amici del Calcio e di tutti i partner impegnati a mettere lo sport al servizio della pace, dell’inclusione e della dignità umana”, ha concluso Greco.
La giornata si è aperta con una nota di ironia del portavoce ONU Stéphane Dujarric, che presentando l’evento ha scherzato sul fatto che per un francese fosse “quasi impossibile restare imparziale” parlando di calcio mentre la Francia punta alla “terza stella” mondiale.
Il presidente della FIFA Gianni Infantino, ospite d’onore a sorpresa, ha definito il calcio “felicità, speranza e unità”, auspicando che i Mondiali 2026 organizzati da Stati Uniti, Canada e Messico possano rappresentare “un raro momento di unità globale in tempi difficili”.
Anche la presidente dell’Assemblea Generale, Annalena Baerbock, ha tracciato un parallelo tra il rispetto delle regole nel calcio e il sistema multilaterale delle Nazioni Unite: “Il calcio ci mostra non solo come possa apparire il fair play, ma anche quanto di più possiamo fare quando lavoriamo insieme”. (@OnuItalia)
