NAQOURA, 19 MAGGIO 2026 – Continua a deteriorarsi la situazione nel Libano meridionale, dove la missione delle Nazioni Unite United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL) segnala centinaia di episodi di fuoco incrociato, raid aerei e nuove preoccupazioni per la sicurezza del personale di pace schierato lungo la Blue Line.
Il comandante della missione, il generale italiano Diodato Abagnara, ha incontrato a Beirut gli ambasciatori dei Paesi contributori di truppe e i rappresentanti dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza accreditati in Libano, illustrando l’evoluzione della situazione sul terreno, le operazioni di UNIFIL nell’ambito della risoluzione 1701 e il sostegno continuo alle comunità locali del sud del Paese.
Secondo gli ultimi dati diffusi dalla missione, fino alle 16 locali di oggi i peacekeeper hanno registrato 206 episodi di fuoco provenienti da postazioni delle Israel Defense Forces (IDF), oltre a sette traiettorie attribuite ad attori armati non statali libanesi, presumibilmente Hezbollah. UNIFIL ha inoltre rilevato cinque raid aerei all’interno della propria area operativa.
Nella giornata precedente, i caschi blu avevano osservato numerosi attacchi aerei nelle aree di Al Mansouri, Frun, Bayt Yahun e Qabrikha, oltre a due ulteriori raid a nord del fiume Litani nei pressi di Zawtar al Gharbiya. Sempre ieri, la missione aveva contato 384 episodi di fuoco attribuiti alle IDF e 43 traiettorie riconducibili a Hezbollah, oltre a 21 intercettazioni di proiettili sopra l’area di operazioni di UNIFIL.
La missione Onu ha rinnovato l’appello a tutte le parti affinché rispettino pienamente la cessazione delle ostilità e cessino immediatamente ogni attacco, nel rispetto degli obblighi previsti dal diritto internazionale e dal diritto internazionale umanitario.
Particolarmente grave, secondo UNIFIL, anche quanto avvenuto nelle ultime 24 ore presso il quartier generale di Naqoura, nel settore ovest della missione, dove tre telecamere di sicurezza installate all’interno del compound Onu sarebbero state rimosse da personale delle IDF. Le telecamere monitoravano l’area immediatamente circostante alla base e, sottolinea la missione, sono “essenziali” per garantire la sicurezza del personale militare e civile presente nella struttura. UNIFIL ha ricordato alle forze israeliane l’obbligo di garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite e di rispettare l’inviolabilità delle sedi Onu.
Nonostante il deterioramento delle condizioni di sicurezza, i peacekeeper continuano a sostenere la popolazione civile. Nelle ultime ore UNIFIL ha facilitato la distribuzione di cibo, acqua, kit igienici, medicinali e forniture mediche a centinaia di famiglie. La cellula di coordinamento civile-militare UNIFIL-OCHA ha inoltre agevolato diverse missioni umanitarie dirette verso Tiro e numerosi villaggi del settore orientale del Libano meridionale. (@OnuItalia)
