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Dopo Guterres: Grossi (Aiea) si candida con appoggio Italia

ROMA, 30 NOVEMBRE 2025 – In un’intervista al quotidiano La Repubblica il capo dell’AIEA Rafael Mariano Grossi mette il cappello sulla poltrona del Segretario Generale dell’ONU. Il mandato di Antonio Guterres scade nel 2026, ma il processo di selezione dei candidati e’ gia’ iniziato qualche giorno fa e Grossi, un italo-argentino, ha incassato “con soddisfazione” l’appoggio del governo italiano.

“L’Onu assente dai conflitti piu’ gravi”

Forte di sei anni ai vertici dell’agenzia internazionale per l’energia atomica, Grossi non risparmia critiche all’Onu “assente” di fatto dai conflitti più gravi in Africa, in Medio Oriente e in Ucraina. “Quando si fa un’analisi dei conflitti più gravi in corso, si nota una costante: l’assenza assoluta dell’Onu. Ecco perché corro come prossimo segretario generale delle Nazioni Unite”, ha detto al quotidiano romano.

L’esperienza alla guida dell’Aiea ha portato Grossi ad occuparsi di questioni di altissima rilevanza politica, dal conflitto in Ucraina alla guerra in Medio Oriente fino al nucleare iraniano. “Ritengo che la nostra azione sia stata molto efficace. Sono un interlocutore accettato e rispettato da tutti. Ed è questo, secondo me, che oggi manca alle Nazioni Unite”, spiega argomentando che la sua candidatura si basa proprio su questa capacità dimostrata di muoversi tra attori internazionali che spesso hanno posizioni contrapposte.

Diplomazia attiva contro l’immobilismo

Senza attaccare frontalmente Guterres, Grossi traccia mette in chiaro come la pensa sul lavoro da segretario generale dell’Onu: “L’esempio di quello che ho fatto nei teatri di crisi che riguardavano il nucleare è una buona dimostrazione del mio approccio. Un segretario generale deve essere presente nei teatri di crisi, deve fare diplomazia attiva. Soprattutto in uno scenario internazionale in cui il Consiglio di sicurezza soffre di una impasse quasi strutturale, visto che Usa, Cina e Russia hanno molto spesso posizioni opposte”.

Tornare alle origini: sicurezza e pace

Sul programma, Grossi ricorda che l’Onu fu fondata nel 1945 per “evitare la miseria delle guerre”, ma con l’emergere di tanti altri temi controversi, come le questioni di genere o dello sviluppo, si è persa un po’ la bussola: “Credo che la sicurezza internazionale e la pace debbano essere una priorità”. Quanto al multilateralismo, usa una metafora: “Il multilateralismo è come un pianoforte: è lì a disposizione. Ma lo si può suonare bene o male”. La sua strategia si basa sul dialogo a 360 gradi: «Parlo con gli americani e gli iraniani, con il presidente Zelensky e il presidente Putin. Sono stato anche criticato per questo, ma se si vuole avere una leadership globale occorre dialogare con tutto il mondo”. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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