ROMA, 2 SETTEMBRE 2025 – Si allunga la lista dei paesi che hanno in animo di riconoscere lo stato di Palestina alla prossima assemblea delle Nazioni Unite a New York.
Il ministro degli Esteri belga, Maxime Prévot, ha annunciato infatti che il suo Paese riconoscerà uno Stato palestinese in occasione dell’Assemblea prevista per la fine del mese, aggiungendosi così alla pressione internazionale su Israele dopo che Australia, Regno Unito, Canada e Francia, hanno annunciato decisioni analoghe.

La decisione arriva ”alla luce della tragedia umanitaria in corso in Palestina, in particolare a Gaza, e in risposta alle violenze perpetrate da Israele in violazione del diritto internazionale”, ha spiegato Prévot in un post sui social.
Israele sembra sempre più isolato sulla scena internazionale, mentre affronta accuse di genocidio, pulizia etnica, crimini di guerra e punizione collettiva della popolazione civile di Gaza.
L’offensiva israeliana ha raso al suolo gran parte della Striscia, uccidendo oltre 63.000 persone – in maggioranza civili – costringendo quasi tutti i più di 2 milioni di abitanti a lasciare le proprie case e causando quella che il monitoraggio sulla fame sostenuto dall’Onu, l’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), ha definito lo scorso mese una ‘carestia artificiale’ dentro e intorno a Gaza City. Israele continua a ostacolare l’ingresso degli aiuti nel territorio, nonostante la diffusione della fame.
Nel lungo post su X in cui illustra la nuova posizione del governo belga, Prévot ha scritto: ”Alla luce della tragedia umanitaria in corso in Palestina…. considerati i suoi obblighi internazionali, compreso quello di prevenire qualsiasi rischio di genocidio, il Belgio ha dovuto prendere decisioni forti per aumentare la pressione sul governo israeliano e sui terroristi di Hamas. Non si tratta di sanzionare il popolo israeliano, ma di fare in modo che il suo governo rispetti il diritto internazionale e umanitario e di intraprendere azioni concrete per cercare di cambiare la situazione sul terreno”.
Prévot ha spiegato che il riconoscimento della Palestina, tuttavia, sarà formalizzato solo se Hamas rilascerà tutti gli ostaggi israeliani ancora prigionieri dall’attacco del 7 ottobre 2023 contro il sud di Israele e se il movimento non avrà più alcun ruolo nella gestione della Palestina.
Il ministro ha annunciato che il Belgio, membro dell’Unione Europea, imporrà 12 ‘sanzioni ferme’ contro Israele, tra cui il divieto di importare prodotti provenienti dagli insediamenti e la revisione delle politiche di appalti pubblici con aziende israeliane. Inoltre, dichiarerà i leader di Hamas persona non grata in Belgio.
Prévot ha infine affermato che due ministri israeliani ”estremisti” e diversi ”coloni violenti” saranno dichiarati persona non grata in Belgio. Pur senza citarne i nomi, è probabile che si tratti di Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale e figura di spicco dell’estrema destra nella coalizione di Benjamin Netanyahu, e Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze anch’egli ultranazionalista.
Durante l’estate, Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Norvegia avevano già imposto sanzioni contro Ben-Gvir e Smotrich per le loro ”ripetute istigazioni alla violenza contro le comunità palestinesi” nella Cisgiordania occupata.
