NEW YORK, 27 APRILE, 2026 – Con la situazione nello stretto di Hormuz, già al centro di una dichiarazione congiunta sostenuta dall’Italia insieme ad altri partner, sotto i riflettori, l’Ambasciatore italiano all’ONU, Giorgio Marrapodi, ha citato il Segretario Generale Antonio Guterres argomentando che “senza sicurezza marittima non può esserci sicurezza globale”.
Marrapodi e’ intervenuto nel corso di un dibattito aperto ad alto livello del Consiglio di Sicurezza, ribadendo la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle minacce crescenti alla libertà di navigazione e alla sicurezza dei mari e sottolineando come pirateria, terrorismo e traffici illeciti – inclusi contrabbando di migranti, armi e droga – abbiano “implicazioni estese per la sicurezza, l’economia e l’ambiente”, mentre pratiche sempre più diffuse stanno mettendo sotto pressione il principio stesso della libertà di navigazione.
Diritto internazionale e ruolo del Consiglio di Sicurezza
Per invertire questa “spirale preoccupante”, l’Italia ha indicato tre direttrici principali.
In primo luogo, il pieno rispetto del diritto internazionale, con particolare riferimento alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, quadro giuridico di riferimento per tutte le attività in mare. Gli Stati, ha ricordato Marrapodi, hanno la responsabilità primaria di garantire il rispetto delle norme, comprese quelle relative alla sicurezza marittima.
In secondo luogo, Roma ha ribadito l’importanza di un ruolo integrato del Consiglio di Sicurezza nell’affrontare le minacce in diverse aree del mondo, anche attraverso strumenti come la Convenzione per la repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima.
Terzo punto, la necessità che ogni Stato membro traduca le raccomandazioni in azioni concrete. In questo quadro, l’Italia ha ricordato il proprio impegno contro il crimine organizzato transnazionale in mare e nella condivisione di buone pratiche per contrastare il terrorismo e proteggere i marittimi.
Impegno operativo: Golfo di Guinea e Mar Rosso
L’Italia contribuisce attivamente alla sicurezza marittima anche sul piano operativo. Nell’ambito del G7++ Friends of the Gulf of Guinea, sostiene il rafforzamento delle capacità dei Paesi della regione e dell’architettura di Yaoundé, anche attraverso la presenza periodica di unità della Marina militare.
Nel Mar Rosso, Roma è impegnata nell’operazione Operazione ASPIDES, finalizzata alla protezione delle rotte commerciali vitali nel rispetto dell’UNCLOS e della risoluzione 2722 del Consiglio di Sicurezza.
Hormuz, snodo critico per energia e supply chain
Particolare attenzione è stata dedicata allo Stretto di Hormuz, già al centro di una dichiarazione congiunta sostenuta dall’Italia insieme ad altri partner. Marrapodi ha avvertito che la chiusura o restrizioni al traffico rappresenterebbero “una minaccia alla sicurezza globale”, con gravi conseguenze per i mercati energetici e le catene di approvvigionamento.
L’Italia ha sostenuto un approccio multilaterale per garantire la libertà di navigazione nello stretto, denunciando azioni unilaterali – come l’imposizione illegittima di pedaggi – che mettono a rischio il diritto di passaggio. Le interruzioni a Hormuz, ha sottolineato Marrapodi, hanno effetti diretti sulla sicurezza delle rotte marittime, sulle forniture energetiche globali e sulla sicurezza alimentare.
L’Ambasciatore ha quindi espresso sostegno a soluzioni negoziate per stabilizzare la regione, dichiarando la disponibilita’ dell’Italia a contribuire a iniziative internazionali, purché di natura strettamente difensiva, coordinate con partner regionali e dispiegate solo al cessare delle ostilità. “L’Italia rimarrà ferma nel suo impegno a difendere la libertà di navigazione e a rafforzare il diritto del mare”, ha concluso Marrapodi, rilanciando il messaggio che la sicurezza dei mari resta un elemento imprescindibile della sicurezza internazionale. (@OnuItalia)
