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domenica, Gennaio 11, 2026

Giornata internazionale per le vittime di violenza religiosa: l’Italia rilancia il suo ruolo alle Nazioni Unite

ROMA, 22 AGOSTO – Ogni anno, il 22 agosto, la comunità internazionale celebra la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime di atti di violenza basati sulla religione o sul credo, un appuntamento che pone al centro dell’attenzione globale il dramma delle persecuzioni religiose e dell’intolleranza. Milioni di persone in tutto il mondo continuano a subire minacce, discriminazioni e violenze per quello in cui credono, o per l’appartenenza ad una comunità religiosa minoritaria.

La ricorrenza è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2019 con lo scopo di offrire non solo un momento di memoria per le vittime, ma anche uno strumento di mobilitazione. L’intento è creare una giornata dedicata all’inclusività, capace di riunire Stati membri, organizzazioni internazionali e società civile, affinché insieme possano commemorare le vittime e rafforzare le politiche di prevenzione contro simili atrocità in futuro.

vittimeIntolleranza e odio: una sfida mondiale

Ancora oggi, in numerosi contesti, le comunità religiose subiscono persecuzioni, violenze e discriminazioni. I luoghi di culto vengono profanati, le piattaforme digitali diventano strumenti di diffusione dell’odio, intere comunità vivono nel timore costante di aggressioni. Come ricordato oggi anche dal Segretario Generale ONU António Guterres, si tratta di un fenomeno che non minaccia solo i singoli credenti, ma la stessa tenuta della nostra umanità condivisa. La violenza legata alla religione si accompagna spesso a terrorismo ed estremismo violento, contro cui l’ONU ha ribadito la necessità di non associare mai tali fenomeni a una specifica fede, etnia o cultura.

L’impegno dell’Italia per la libertà religiosa

In questa giornata, l’Italia sottolinea la propria posizione: difendere la libertà di religione o credo e opporsi a ogni forma di odio, intolleranza e discriminazione. La Costituzione italiana e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea garantiscono tale libertà come principio fondamentale, e la politica estera italiana lo riconosce come un pilastro della sua azione internazionale.

Roma partecipa attivamente alle iniziative ONU e sostiene programmi di cooperazione volti a proteggere le comunità religiose ed etniche vittime di violenza settaria. Inoltre, l’Italia è parte del Gruppo di Contatto Internazionale sulla Libertà di Religione o Credo, e promuove dialogo interculturale e interreligioso come strumenti essenziali di prevenzione delle violazioni dei diritti umani.

La campagna italiana per i diritti umani

vittimeL’impegno dell’Italia si inserisce nel quadro della sua candidatura al Consiglio dei Diritti Umani ONU per il triennio 2026-2028. Nel documento di presentazione, l’Italia sottolinea come la protezione e la promozione dei diritti umani rappresentino una priorità assoluta della propria politica estera. La candidatura si basa su principi di universalità, oggettività e non selettività, con un approccio costruttivo e inclusivo che valorizza il ruolo della società civile.

Tra i punti centrali della campagna italiana vi sono:

  • la lotta a tutte le forme di discriminazione, compresa quella religiosa e quella legata all’orientamento sessuale;
  • la difesa della libertà di opinione, di espressione e di stampa, inclusa la protezione dei giornalisti;
  • il rafforzamento delle iniziative contro i crimini internazionali e l’impunità;
  • la tutela delle minoranze religiose ed etniche attraverso programmi di cooperazione allo sviluppo;
  • la protezione del patrimonio culturale e religioso, considerato essenziale per l’identità dei popoli e la coesione sociale;
  • l’educazione ai diritti umani e campagne di sensibilizzazione, con un focus particolare sui giovani;
  • la valorizzazione del ruolo delle donne e dei gruppi vulnerabili, dalle persone con disabilità ai bambini vittime di sfruttamento.

vittimeIl piano d’azione italiano pone grande enfasi sul rafforzamento del multilateralismo e sulla cooperazione con la società civile, promuovendo inoltre una visione integrata dei diritti umani, che unisce dimensioni civili e politiche a quelle economiche, sociali e culturali. Con questa candidatura, l’Italia mira a rafforzare la propria credibilità internazionale, proponendosi come mediatore e promotore di pluralismo e tolleranza, in linea con il suo impegno costante per la libertà di religione o credo. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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