ROMA, 28 LUGLIO 2025 – Al Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari (UNFSS+4), in corso ad Addis Abeba, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato l’impegno dell’Italia nella lotta alla fame e per lo sviluppo agricolo sostenibile in Africa. L’incontro, organizzato congiuntamente da Italia ed Etiopia, ha rappresentato il primo vertice ONU sui sistemi alimentari mai ospitato nel continente africano, segnando un momento storico e simbolico per la comunità internazionale.
Il Vertice sui Sistemi Alimentari è incentrato sulla valutazione dei risultati raggiunti dopo l’ultimo omonimo summit tenutosi a Roma, con l’obiettivo di rafforzare l’impegno politico e accelerare gli investimenti (sia pubblici che privati) per garantire sistemi alimentari più sostenibili, equi e resilienti. L’apertura ufficiale dell’evento è stata preceduta da una cena di benvenuto offerta ieri sera dal Primo Ministro etiope ai capi delegazione presso il Palazzo Nazionale. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontrerà anche il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Mohamoud Ali Youssouf, proseguendo così il dialogo già avviato a Roma durante il recente vertice sul Piano Mattei e sul Global Gateway europeo.
Meloni ha sottolineato come la scelta di Addis Abeba non sia solo il frutto della stretta cooperazione tra i due Paesi, ma anche un riconoscimento della necessità di mettere l’Africa al centro delle soluzioni globali. La Premier ha indicato l’insicurezza alimentare come una delle più gravi minacce del nostro tempo, ricordando che in Africa una persona su cinque soffre ancora la fame.
Secondo Meloni, la sicurezza alimentare non è solo una questione umanitaria o sanitaria, ma un tema eminentemente politico ed economico: “Quando le persone non hanno accesso al cibo, si aggravano povertà, conflitti, migrazione forzata e instabilità”. Per questo l’Italia propone un approccio sistemico: rafforzare le comunità locali, sviluppare le filiere agroalimentari, garantire accesso ai mercati e creare occupazione stabile. È questa la visione che ispira il Piano Mattei per l’Africa.
Dal deserto all’autosufficienza: i progetti operativi del Piano Mattei
Meloni ha illustrato alcuni progetti concreti già in corso grazie al Piano Mattei. In Algeria, ad esempio, l’Italia sta contribuendo a recuperare oltre 36.000 ettari di aree desertiche per la produzione agricola, con un potenziale annuo di oltre 40.000 tonnellate di cereali e legumi e ricadute positive per più di 600.000 persone. Analoghi interventi sono attivi in Senegal, Ghana e Congo, e in fase di avvio in Costa d’Avorio e Kenya. In Tunisia, l’attenzione si concentra sull’uso sostenibile delle risorse idriche.
Inoltre, Roma promuove anche la formazione tecnico-scientifica: è di pochi giorni fa la firma per la creazione di un Polo di formazione agricola in Algeria, destinato a diventare punto di riferimento per l’intero Sahel. Un altro progetto strategico è quello lanciato con il Global Gateway dell’Unione Europea per sostenere la filiera del caffè africano attraverso risorse europee e capitali privati.
Il discorso di Meloni ha toccato anche il tema della “sovranità alimentare”, intesa come diritto dei popoli a definire i propri modelli produttivi secondo la propria identità. «Non possiamo accettare la standardizzazione globale nella produzione alimentare – ha dichiarato – ma dobbiamo investire nelle produzioni locali e di qualità, valorizzando il lavoro dei piccoli e medi agricoltori». In quest’ottica, l’Italia intende sostenere l’ingresso delle Indicazioni Geografiche africane nei mercati internazionali, attraverso reti di distribuzione e promozione.
Il cibo come strumento di libertà e sviluppo
Il Vertice UNFSS+4 si configura così come un’opportunità per rivedere i progressi compiuti a partire dal primo Summit del 2021 e per accelerare la trasformazione dei sistemi alimentari su scala globale, in modo inclusivo, sostenibile e resiliente. L’Italia, con la sua esperienza nel settore agroalimentare, si pone come partner strategico per molti Paesi africani, con un approccio centrato sulla co-progettazione, la valorizzazione delle risorse locali e la creazione di valore condiviso. (@OnuItalia)
