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mercoledì, Marzo 26, 2025

Guterres e Italia in Consiglio di Sicurezza sul futuro del peacekeeping

NEW YORK, 25 MARZO – Costruire la pace, non solo preservarla. Questo il messaggio centrale portato dall’Italia nel dibattito ad alto livello del Consiglio di Sicurezza su come rendere più adattabili le operazioni di peacekeeping ai nuovi scenari globali. Alla discussione, in coincidenza con gli 80 anni delle Nazioni Unite, hanno preso parte il Segretario Generale António Guterres, numerosi Stati membri, e anche l’Italia, con un intervento dell’ambasciatore Gianluca Greco, vice rappresentante permanente all’ONU.

Guterres: “Una realtà più complessa e minacciosa”

Nel suo intervento, Guterres ha lanciato un monito chiaro: le missioni di pace delle Nazioni Unite affrontano sfide crescenti, in un mondo in cui i conflitti durano di più, sono più intricati e coinvolgono minacce transnazionali, dal terrorismo alla criminalità organizzata, fino all’uso bellico delle nuove tecnologie. A tutto ciò si aggiungono i cambiamenti climatici e le divisioni geopolitiche sempre più profonde, persino all’interno del Consiglio di Sicurezza stesso. “La fiducia è merce rara, dentro e fuori le nazioni e le regioni del mondo”, ha detto Guterres. “Ma dobbiamo affrontare i fatti”.

L’Italia: impegno fermo, con uno sguardo al futuro

La riunione ha preceduto di pochi giorni la missione in Europa del capo del peacekeeping ONU Jean Pierre Lacroix che il 28 marzo fara’ tappa a Roma. Nel suo discorso, l’ambasciatore Greco ha ribadito il ruolo dell’Italia come primo contributore di truppe tra i Paesi occidentali alle missioni ONU. Ha definito il peacekeeping come “multilateralismo in azione”, sottolineando che il futuro delle operazioni ONU deve poggiare su due pilastri fondamentali:

  1. La sostenibilità politica, basata su una volontà condivisa all’interno del Consiglio di Sicurezza, con mandati chiari, risorse adeguate e una stretta cooperazione con i Paesi ospitanti. L’Italia ha anche salutato con favore la risoluzione 2719 sull’importante ruolo dell’Unione Africana.

  2. L’efficacia operativa, ovvero la capacità di adattarsi a scenari sempre più complessi. In questo ambito, Greco ha lodato il lavoro del Segretariato ONU per l’innovazione tecnologica e ha sottolineato l’importanza della formazione avanzata dei peacekeeper.

GrecoCome esempio virtuoso, l’Italia ha citato la missione UNIFIL in Libano, considerata un modello di successo per la sua credibilità, il rispetto della cultura locale e la vicinanza alla popolazione civile. A supporto, Greco ha ricordato il contributo italiano al Centro di Eccellenza per le Unità di Polizia di Stabilità (COESPU), che ha formato oltre 15.000 agenti da 127 Paesi.

Adattare, ma non rinunciare

Il messaggio finale è chiaro: non bisogna abbassare il livello di ambizione, ma al contrario affrontare con lucidità e coraggio le nuove sfide, anche avviando nuove operazioni di pace quando necessario. Con il giusto equilibrio tra riforma, realismo e determinazione, il peacekeeping può restare uno degli strumenti più efficaci dell’ONU per costruire pace e stabilità, cosi’ come lo e’ stato fin dalla nascita delle Nazioni Unite. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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