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giovedì, Luglio 25, 2024

Via Appia nella World Heritage: verso parere Commissione Nazionale UNESCO

ROMA, 17 GENNAIO – Conto alla rovescia per la candidatura all’iscrizione della Via Appia nella lista della World Heritage. Il 20 gennaio e’ in programma la valutazione da parte del Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana UNESCO. In caso di esito positivo, il dossier scientifico, accompagnato dal Piano di gestione del sito, sarà inviato a Parigi.

Di qualche giorno fa la firma del Protocollo di Intesa per la candidatura. La strada consolare, che si snoda da Roma a Brindisi per circa 900 km di tracciato, rappresenta non solo la più antica strada di epoca repubblicana, modello per l’intera rete viaria romana e per questo definita da Stazio “Regina viarum”, ma è anche simbolo delle relazioni millenarie tra i popoli italici e quelli del Mediterraneo.

Il progetto, promosso dal Ministero della Cultura attraverso gli uffici centrali e periferici, coinvolge 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 12 tra Province e Città metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 università italiane e straniere.

La firma del Protocollo d’Intesa alle terme di Diocleziano è stato aperto con gli interventi dei vari attori istituzionali, moderati da Mariassunta Peci, dirigente dell’ufficio UNESCO del MiC, e introdotti dalla coordinatrice scientifica della candidatura, Angela Maria Ferroni, e con i saluti del direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphane Verger. Alla cerimonia è intervenuto il Sottosegretario di Stato al MiC, Giancarlo Mazzi, che ha sottolineato il valore dell’Appia quale crocevia di culture, illustrando l’imponente sforzo realizzato dagli enti proponenti e la sinergia tra i vari attori coinvolti.

A seguire, l’intervento del Presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, Mons. Pasquale Iacobone, che ha messo in evidenza il valore spirituale dell’Appia, una delle prime “viae peregrinorum”, lungo il cui percorso sorge la prima catacomba e che fu percorsa da Paolo di Tarso per arrivare Roma. Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata, ha posto l’accento sull’opportunità che la candidatura offre a un territorio dalla tradizione millenaria e crocevia di scambi fin dall’età preromana, per il quale si stanno predisponendo progetti di valorizzazione basati sui principi dell’economia circolare.

Il Presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori, ha poi spiegato come la candidatura della Via Appia che, insieme alla Francigena, è uno dei cammini più importanti d’Europa, darà risonanza internazionale all’impegno della Regione per mettere a sistema i parchi della Via Appia Antica e dei Castelli Romani, creando un polo culturale capace di intercettare importanti flussi turistici, che attualmente interessano quest’area solo marginalmente.

La Dott.ssa Di Bari ha portato il saluto del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e ha illustrato come la valorizzazione del percorso della Via Appia sarà promotrice di sviluppo sostenibile per i territori interni attraverso “un turismo lento e di qualità”. Sono seguiti gli interventi dell’Assessore al Turismo della Giunta Regionale Campania, Felice Casucci, che ha affermato che la candidatura “è un progetto di rigenerazione del territorio, ma anche di riorganizzazione di prospettive sociali ed economiche” per le regioni interessate, e dell’Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor, il quale ha sottolineato che per l’Italia, che vanta il maggior numero di siti iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale, si tratta della prima candidatura di una via, da sempre “un percorso di civiltà, prima di tutto”.

In conclusione degli interventi Angela Maria Ferroni, nel ripercorrere le fasi della stesura, a tempo di record, del dossier di candidatura, ha voluto ancora una volta sottolineare come esso sia il frutto di un lavoro di ricerca che ha coinvolto non solo gli attori istituzionali, ma le comunità (scuole, associazioni) che sono state protagoniste delle varie fasi progettuali. (@OnuItalia)

 

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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