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mercoledì, Maggio 22, 2024

Della Vedova alla Farnesina su intelligenza artificiale e diritti umani

ROMA, 4 APRILE – La parola chiave e’ “algovernance”, ossia la governance degli algoritmi: questo il messaggio che il Sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha lanciato oggi in apertura dei lavori di un evento imperniato sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale sui diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto nella costruzione di un futuro a misura di persona. L’incontro, ospitato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, co-organizzato dalla Presidenza italiana del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e dal Consiglio d’Europa, rientra nel programma di appuntamenti del Semestre di Presidenza italiana.

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è una grande opportunità per rafforzare le economie e offrire risposte a problemi sociali urgenti ma c’è il rischio che l’utilizzo di alcune sue applicazioni distorte, possano minare il pieno godimento dei diritti umani, il funzionamento delle istituzioni democratiche e l’applicazione dello Stato di
diritto, ha detto Della Vedova aprendo i lavori alla Farnesina. ”L’opacità dei processi decisionali automatizzati (ADM – Automated Decision Making), soprattutto quelli legati ad algoritmi in grado di generare discriminazioni e diseguaglianze – ha detto Della Vedova – va diradata prima che il machine learning senza human oversight, vale a dire non supervisionato, prenda il sopravvento”. Algoritmi creati per la moderazione di contenuti online hanno generato, direttamente o indirettamente, dinamiche di censura su un ampio spettro di spazi di espressione, dai contenuti religiosi a questioni afferenti alla diversità di genere: “I sistemi di intelligenza artificiale creati per il monitoraggio di attività illegali sono stati utilizzati per tracciare e prendere di mira minoranze, gruppi sociali, individui e difensori dei diritti umani”, ha osservato il Sottosegretario secondo cui è necessario concentrare gli sforzi sulla definizione e attuazione di norme e strumenti per governare questi rischi. ”Non si tratta – ha aggiunto – di frenare l’innovazione ma di creare un level playing field all’interno dei nostri mercati di riferimento per poi esportare su scala globale il modello di valori cui s’ispira”.

Hanno preso parte all’incontro, moderato da Paola Pisano, Esperta Scientifica del Ministro Di Maio per l’economia digitale e l’evoluzione dell’innovazione tecnologica, il Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa Bjørn Berge, e il Presidente dell’intergruppo parlamentare sull’intelligenza artificiale, l’On. Alessandro Fusacchia, rappresentanti della Commissione Europea, del mondo universitario, dell’industria e delle istituzioni, segnando una tappa importante nel processo di affermazione dell’Europa come riferimento globale di eccellenza nell’ambito al centro delle riflessioni. L’impatto dell’Intelligenza Artificiale e’ stato approfondito dalla prospettiva dell’Unione Europea  (da Kilian Gross, Artificial Intelligence Policy Development and Coordination, Commissione Europea, che indagherà il loro rapporto da una prospettiva europea), dell’accademia (da Virginia Dignum, Umeå University), dell’etica (da Paolo Benanti, Università Gregoriana), dell’industria, passando per i modelli di business (da Cornelia Kutterer, Microsoft), e della tutela dei diritti dei bambini (con Guido Scorza, Autorità del Garante per la protezione dei dati personali).

Le conclusioni forniranno un contributo di approfondimento e di indirizzo per l’avvio dei lavori del Comitato per l’Intelligenza Artificiale (CAI) del Consiglio d’Europa, la cui sessione di apertura si e’ svolta sempre alla Farnesina a partire dal pomeriggio di lunedì e proseguirà fino a mercoledì 6 aprile. Compito del CAI, su mandato del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, sarà quello di negoziare il testo di uno strumento giuridico convenzionale dell’Organizzazione sull’intelligenza artificiale. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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