NEW YORK, 14 OTTOBRE 2026 – Con la missione UNIFIL destinata a concludersi alla fine del 2026, l’Italia lavora a nuove forme di presenza internazionale nel sud del Libano per sostenere le forze armate libanesi e contribuire alla stabilità dell’area. Il governo italiano sta valutando sia un’iniziativa bilaterale con la Francia sia la possibilità di una missione europea, mentre resta aperta la discussione sul futuro dei caschi blu delle Nazioni Unite.
Nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno italiano per una soluzione diplomatica tra Israele e Libano. “Continuiamo a credere e a lavorare per una pace vera tra Israele e Libano”, ha dichiarato, ricordando la disponibilità dell’Italia a ospitare nuovi negoziati e confermando un’iniziativa congiunta con Parigi per rafforzare le capacità delle forze armate libanesi, con l’obiettivo di consentire allo Stato di esercitare la propria sovranità sull’intero territorio nazionale.
Da Pristina, dove ha partecipato al passaggio di consegne del comando della missione Nato Kfor dalla Turchia all’Italia, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha a sua volta sostenuto la necessità di preparare un’alternativa a UNIFIL. “Stiamo spingendo anche noi la missione europea, proprio per prevenire qualunque cosa possa succedere per quanto riguarda il futuro di Unifil, che ci auguriamo però possa proseguire”, ha affermato. «Tutto possiamo fare tranne che abbandonare aree che sembrano lontane, ma sono vicinissime a noi».
L’Unione europea ha approvato una missione triennale di sostegno all’esercito libanese e alle forze di sicurezza interna. L’iniziativa, non ancora operativa, punta a rafforzare le istituzioni locali, ma non è concepita come una sostituzione diretta della forza Onu.
Il Libano per una proroga di sei mesi
Intanto il Libano ha chiesto una proroga di sei mesi di UNIFIL. Ottantasei parlamentari libanesi hanno sottoscritto un appello per rinviare il ritiro, temendo un vuoto di sicurezza nel sud del Paese.
La situazione sul terreno resta fragile. Secondo il vice portavoce di UNIFIL, Tilak Pokharel, nonostante la diminuzione della violenza dalla fine di giugno continuano a verificarsi violazioni dello spazio aereo, bombardamenti e lanci di proiettili. Le operazioni militari israeliane e le restrizioni alla circolazione ostacolano il ritorno degli sfollati e il ridispiegamento dell’esercito libanese.
UNIFIL, incaricata di sostenere l’attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza, continua a operare 24 ore su 24 sotto il comando del generale italiano Diodato Abagnara. La missione, a cui partecipano un migliaio di italiani tra militari e civili, svolge attività di monitoraggio e collegamento tra le parti, ma non ha il mandato di imporre militarmente il rispetto degli accordi. Secondo Pokharel, la presenza dei caschi blu ha contribuito a evitare che numerosi incidenti degenerassero in scontri più ampi. (@OnuItalia)
