Disarmo: l’Italia critica la Russia per ostacoli ai negoziati

NEW YORK, 13 OTTOBRE 2026 – La Russia continua a paralizzare i negoziati internazionali sul disarmo, escludendo ripetutamente gli Stati osservatori dalla Conferenza del Disarmo di Ginevra e trasformando la regola del consenso in un veto di fatto. Lo ha sottolineato l’ambasciatore Tomaso Marchegiani, Rappresentante Permanente italiano presso la Commissione per il Disarmo di Ginevra, intervenendo al dibattito generale della Prima Commissione dell’Assemblea Generale dell’ONU, dedicata al disarmo e alla sicurezza internazionale.

“Il consenso dovrebbe essere uno strumento per costruire accordi, non per impedire alla Conferenza di funzionare”, ha ammonito il diplomatico, ricordando che durante la presidenza italiana del 2025 era stato possibile superare almeno in parte lo stallo, adottando un programma di lavoro e istituendo cinque organismi sussidiari incaricati di affrontare i principali temi del negoziato.

In un mondo segnato da una crescente polarizzazione e da conflitti aggravati dalla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, Marchegiani ha lanciato l’allarme anche sulle applicazioni militari delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale. “L’innovazione non può correre più velocemente della nostra capacità di stabilire regole, responsabilità e garanzie”, ha avvertito, insistendo sulla necessità che le decisioni sull’uso della forza restino sotto responsabilità umana e che il diritto internazionale umanitario continui ad applicarsi indipendentemente dalle tecnologie impiegate.

L’Italia ha accolto con favore i progressi raggiunti quest’anno dal gruppo di esperti governativi sui sistemi d’arma autonomi letali, sollecitando passi concreti verso una loro regolamentazione. Analogo appello è stato rivolto ai negoziati per prevenire una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico, dove la crescente competizione strategica aumenta il rischio di incidenti e conflitti.

Sul fronte nucleare, Marchegiani ha ribadito l’urgenza di far entrare in vigore il Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT), a trent’anni dalla sua apertura alla firma, e di avviare i negoziati per vietare la produzione di materiale fissile destinato alle armi atomiche. Ha inoltre chiesto di rafforzare la Convenzione sulle armi biologiche, alla luce dei rischi posti dai nuovi sviluppi scientifici.

Preoccupazione è stata espressa anche per i recenti ritiri dalla Convenzione sulle mine antipersona e per le nuove segnalazioni sull’impiego di armi vietate dai trattati internazionali. L’Italia ha confermato il proprio sostegno alle convenzioni sulle mine e sulle munizioni a grappolo, richiamando la necessità di proteggere le popolazioni civili.

“In un momento in cui le armi sembrano parlare più forte delle parole, la nostra responsabilità è fare in modo che la diplomazia ritrovi la propria voce”, ha concluso Marchegiani, assicurando che l’Italia è pronta a fare la propria parte.

L’ambasciatore ha inoltre evidenziato i progressi nei negoziati sui sistemi d’arma autonomi letali (LAWS) e sulla prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico (PAROS), auspicando che lo stesso spirito costruttivo caratterizzi i lavori della Prima Commissione. Ribadito infine l’impegno dell’Italia per il disarmo nucleare, il rafforzamento della Convenzione sulle armi biologiche (BWC) e il disarmo umanitario. (@OnuItalia)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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