Addio a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Campione ONU della Terra

BRA, 21 MAGGIO 2026 – Addio a Carlo Petrini, Campione della Terra nel 2013 e tre anni dopo Ambasciatore speciale della FAO: il fondatore di Slow Food e Terra Madre e’ morto a 76 anni nella sua casa di Bra, nel Cuneese. Era malato da tempo.

Nel 1986 Petrini aveva fondato Slow Food per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti. “Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune – ricorda Slow Food – per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità” sono nati anche Terra Madre, rete internazionale fondata nel 2004, e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004). Petrini e’  stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato sì (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.

Intenso e per anni il rapporto con le Nazioni Unite, iin particolare nel ruolo di Ambasciatore speciale europeo della Food and Agriculture Organization per l’obiettivo Fame Zero. Nominato dalla FAO nel 2016, Petrini aveva l’incarico di sensibilizzare sul tema delle filiere alimentari sostenibili, sostenere i piccoli produttori agricoli e promuovere l’accesso universale a un cibo “buono, pulito e giusto”. Nel 2013 il United Nations Environment Programme gli aveva gia’ conferito il prestigioso premio Champion of the Earth, riconoscendo il suo impegno globale per l’agricoltura sostenibile e la tutela della biodiversità. Attraverso Slow Food e la rete internazionale Terra Madre, Petrini aveva poi collaborato con le Nazioni Unite in numerose campagne globali, tra cui l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare e l’Anno Internazionale dei Legumi, promuovendo sistemi alimentari più inclusivi e sostenibili.

Chi semina utopia raccoglie realta’

“Chi semina utopia, raccoglie realtà”, amava dire Petrini  che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. “Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e
austera anarchia. La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi”, gli ha reso omaggio Slow Food.

Nato nel 1949 a Bra, in Piemonte, Carlo (Carlin per tutti) Petrini è stato gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Era il 26 luglio del 1986 quando nasceva Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si diffuse in tutta la penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022.

Grazie alla sua visione lungimirante, Petrini ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Slow Food, ideando e promuovendo i suoi progetti, oggi di grande visibilità internazionale. Tra i suoi molti traguardi figura la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Con l’ideazione dell’Università di Pollenzo, dopo aver assegnato al cibo valenza politica, Petrini gli ha attribuito un ruolo sempre più di rilievo all’interno del mondo accademico.

Anche questo è stato un percorso visionario e pragmatico, culminato nel 2017 quando lo Stato italiano ha istituito la Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche, aprendo la strada alla legittimazione accademica — e non solo — della figura del gastronomo: un professionista che studia il cibo attraverso i suoi processi culturali, storici, socio-economici e ambientali. Dalla sua fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4000 gastronome e gastronomi provenienti da 100 Stati.

Petrini è stato anche l’ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. Terra Madre è da allora il cuore pulsante di Slow Food, consentendo al movimento di diffondersi in oltre 160 Paesi; rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle culture alimentari. Inoltre, insieme a Mons. Domenico Pompili, attualmente Vescovo di Verona, nel 2017 ha fondato le Comunità Laudato Si’, una rete di circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco. Un esempio concreto di conversione in grado di innescare la transizione ecologica partendo dal basso. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

Articoli Correlati

Rimani Connesso

4,527FansMi piace
7,156FollowerSegui

Ultimi Articoli