Crosetto vede sottosegretario Onu Lacroix, ‘rafforzare ed estendere Unifil’

ROMA, 4 MAGGIO 2026 – Al centro del confronto e’ stato il mandato di UNIFIL oltre il 31 dicembre e nuove regole di ingaggio per i caschi blu: il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato a Roma il sottosegretario generale Onu per le operazioni di pace, Jean-Pierre Lacroix.

“Cordiale incontro con il sottosegretario generale Onu per le operazioni di pace, Jean-Pierre Lacroix. Al centro del confronto, il ruolo della missione Unifil in un contesto sempre più fragile, segnato dalla necessità di evitare un vuoto di sicurezza nel sud del Libano. Prioritario sostenere la stabilità, il dialogo negoziale e la piena attuazione della Risoluzione 1701, valutando anche una possibile estensione del mandato oltre il 31 dicembre, prevedendone il rafforzamento anche attraverso regole di ingaggio adeguate al mutato contesto operativo, e – in parallelo – il potenziamento delle capacità delle Forze armate libanesi”.

L’Italia ha il comando di UNIFIL e contribuisce al contingente con circa mille caschi blu: “È imprescindibile garantire una presenza multinazionale nel sud del Libano, definita sulla base delle indicazioni e delle lezioni apprese sul terreno, secondo un approccio ‘bottom up’, fondato sull’esperienza di chi opera quotidianamente nell’area, e non su soluzioni imposte dall’alto”, ha detto Crosetto su X.

Delle missioni di pace ONU come “ultimo strumento” della comunità internazionale per “una risoluzione pacifica” delle crisi in un mondo “sempre più frammentato e fragile”, ha parlato oggi anche il capo dello Stato Sergio Mattarella. La “resilienza istituzionale” è “presidio e sicurezza”, insieme alla Forze armate che sono chiamate a rispondere “alle scelte strategiche che Parlamento e Governo si trovano a dover definire”, ha detto il Presidente della Repubblica in un incontro al Quirinale.

Mattarella ha salutato una rappresentanza dell’Esercito in occasione del 165simo anniversario della sua creazione sottolineando che “ogni azione dei nostri militari trova legittimazione e guida nel solco tracciato dalla Costituzione” e che i “principi cardine di libertà, uguaglianza, giustizia, rispetto della dignità umana non sono enunciati teorici ma rappresentano la bussola etica, l’orientamento dell’impegno quotidiano” delle Forze Armate.

Il capo dello Stato ha ricordato l’impegno della brigata Sassari nella missione Unifil in Libano, dove i soldati sono “schierati sotto la regia delle Nazioni Unite” e “conducono in condizioni di sicurezza difficilissime la delicata missione di pace che costituisce l’ultimo strumento sul campo di cui la comunità internazionale dispone per promuovere una risoluzione pacifica della grave crisi in atto”.

Quella portata avanti in Libano, ad avviso del Quirinale, è una sorta di esempio di come si possano disinnescare i conflitti. Ricordando il “credibile ordinamento internazionale” post Seconda guerra mondiale nel quale “le Forze Armate di tanti Paesi, sotto l’ombrello dell’Onu, cooperavano a spegnere i focolai di scontro” e “a promuovere la pace”, Mattarella ha spiegato che con la fine della guerra fredda era sembrata aprirsi “la strada a una lunga prospettiva di pace”. Invece, “lo scenario è mutato e si manifestano crisi dagli effetti globali”. (@OnuItalia)

 

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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