ROMA, 3 APRILE 2026 – Di fronte a un crescendo di rischi per la missione UNIFIl nel Libano meridionale, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha scritto al segretario generale dell’ONU Antonio Guterres per chiedere un cambio delle regole d’ingaggio dei Caschi Blu. L’alternativa: tutti a casa.
Il testo integrale della missiva non è reso pubblico ma il senso è chiaro: i circa mille soldati italiani – come quelli delle altre nazioni coinvolte nel lavoro di peacekeeping ormai sfumato – non possono essere esposti a rischi sempre più elevati in una zona (ormai) di guerra senza poter fare nulla se non rinchiudersi nei bunker per cercare di evitare il peggio.
La lettera di Crosetto è partita dopo l’ennesimo “incidente” nella base di Shama, sotto il controllo dei Dimonios: un edificio è stato colpito da un razzo, probabilmente sparato dal versante della milizia sciita libanese di Hezbollah. Il quartier generale italiano forze non era un obiettivo, ma il colpo è arrivato. Nessun militare e’ rimasto ferito, ci sono stati danni solo alla struttura, ma non si tratta di un episodio isolato.
Proprio ieri si è svolta la cerimonia funebre militare per tre soldati indonesiani che partecipavano alla stessa missione di pace. Crosetto ha scritto per evitare che qualche bara debba essere avvolta nel tricolore e, con i colleghi di Spagna e Francia, ha concordato la linea da proporre all’Onu. (@OnuItalia)
