NEW YORK, 21 MARZO 2026 – In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che ricorre domani 22 marzo, l’Italia conferma che al centro della propria azione nel Mediterraneo c’è proprio il tema dell’acqua quale leva di sviluppo sostenibile e cooperazione. In questo spirito, e su impulso del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, Roma ospiterà nel 2026 due eventi di alto livello per rilanciare il dialogo sull’acqua come risorsa di pace e crescita nel Mediterraneo: la seconda riunione ministeriale sull’acqua
dell’Unione per il Mediterraneo (UpM) e il primo Forum euromediterraneo sull’acqua, che si svolgerà a fine settembre.
La riunione ministeriale avrà l’obiettivo di associare il dialogo politico ad una cooperazione idrica operativa ed efficace tra i membri dell’Unione. A sua volta, il Forum
euromediterraneo, fortemente sinergico per obiettivi e tematiche alla Ministeriale, organizzato dal Comitato One Water con il sostegno del Ciheam di Bari e in collaborazione con l’UpM e con l’Istituto Mediterraneo dell’Acqua di Marsiglia (Ime), offrirà una piattaforma operativa che coinvolgerà più soggetti per
tradurre gli impegni politici in azioni concrete.
Parteciperanno oltre 40 delegazioni tra Stati membri dell’UpM e non, osservatori e organizzazioni internazionali. Il Forum sarà articolato in 10 segmenti di alto livello e oltre 70 seminari, secondo un approccio multidisciplinare, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise alle sfide della gestione delle risorse idriche con un approccio concreto e fattivo, ispirato alla fiducia nell’azione dell’uomo e nelle nuove tecnologie, e alla condivisione pacifica e sostenibile della risorsa idrica.
La Giornata Mondiale dell’Acqua è stata istituita dall’Onu nel 1992 per sensibilizzare la comunità internazionale sulle risorse idriche: secondo le Nazioni Unite, oltre 2,1 miliardi di persone nel mondo non dispongono di un accesso sicuro all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari di base. L’edizione 2026 si concentra su “Water and Gender” (Acqua e Genere), evidenziando come la disponibilità di acqua favorisca l’uguaglianza, poiché spesso le donne e le ragazze sono le più colpite dalla mancanza di infrastrutture idriche.(@OnuItalia)
