GINEVRA, 28 LUGLIO 2025 – Il mondo deve trovare con urgenza un approccio globale per regolamentare l’intelligenza artificiale (IA): lo ha dichiarato la responsabile tecnologica delle Nazioni Unite, avvertendo che la frammentazione normativa rischia di aumentare pericoli e disuguaglianze.
Doreen Bogdan-Martin, a capo dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) dell’Onu, ha detto in un’intervista di sperare che l’IA ”possa davvero portare benefici all’umanità”. Ma con le crescenti preoccupazioni legate ai rischi di questa tecnologia, dalla perdita massiccia di posti di lavoro alla diffusione di deepfake e disinformazione, fino al logoramento del tessuto sociale, ha insistito sulla necessità di una regolamentazione chiara: ”C’è urgenza nel creare il giusto quadro normativo – ha sottolineato, invocando – un approccio globale”.

Le sue dichiarazioni arrivano dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha presentato un’aggressiva strategia caratterizzata da norme più leggere e permissive, con l’obiettivo di mantenere il vantaggio degli Stati Uniti sulla Cina nell’ambito dell’IA. Il piano prevede oltre 90 misure, puntando alla deregolamentazione del settore e promettendo di ”rimuovere burocrazia e regolamenti onerosi” che potrebbero ostacolare lo sviluppo privato.
Interrogata sulle possibili criticità di un approccio che riduce, anziché aumentare, la regolamentazione, Bogdan-Martin ha preferito non commentare, affermando di stare ”ancora analizzando” il piano statunitense. ”Esistono diversi approcci: quello dell’Unione europea, quello della Cina e ora quello degli Stati Uniti. È importante che questi modelli dialoghino tra loro”, ha aggiunto, ricordando che ”l’85% dei Paesi non ha ancora una politica o una strategia sull’IA’‘.
L’attenzione, ha spiegato, si concentra oggi sull’innovazione, sulla formazione e sugli investimenti infrastrutturali, ma resta aperta la questione su ”quanta regolamentazione o quanta libertà serva realmente”.
Secondo Bogdan-Martin, l’ITU, che da Ginevra definisce gli standard tecnologici globali, è nella posizione ideale per facilitare un confronto internazionale. ”La necessità di un approccio globale è cruciale – ha ribadito, avvertendo che – soluzioni frammentate non porteranno benefici a tutti”. Per la leader dell’ITU, i progressi dell’IA sono ”straordinari” e possono migliorare istruzione, agricoltura e sanità, ma i benefici devono essere condivisi: ”Senza uno sforzo concertato, il rischio è che l’IA finisca per significare aumento delle disuguaglianze”, ha avvertito.
Oggi 2,6 miliardi di persone non hanno accesso a internet e, di conseguenza, nemmeno all’intelligenza artificiale: ”Dobbiamo colmare questi divari se vogliamo davvero un’IA a beneficio di tutta l’umanità”.
Bogdan-Martin, prima donna a guidare l’organizzazione dell’ONU nei suoi quasi 160 anni di storia, ha sottolineato anche la necessità di aumentare la presenza femminile nel settore digitale: ”C’è un enorme divario. Non ci sono abbastanza donne nel settore”, ha osservato.
