NEW YORK, 23 SETTEMBRE 2026 – Dagli oceani minacciati dal cambiamento climatico alla transizione energetica, fino alla sorte dei piccoli Stati insulari esposti all’innalzamento dei mari. Sono questi i dossier che il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica Claudio Barbaro porta a New York, dove da oggi rappresenta il governo italiano agli appuntamenti dell’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedicati all’agenda climatica e ambientale. La missione proseguirà fino a venerdì.
Il primo appuntamento è dedicato al ruolo della scienza e dell’educazione nella tutela degli oceani e nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Barbaro ribadirà il sostegno italiano al programma di Ocean Literacy dell’UNESCO, richiamando anche il tour mondiale della nave scuola Amerigo Vespucci, il Villaggio Italia e il ruolo di Venezia, sede del segretariato operativo del programma.
Nel pomeriggio il sottosegretario partecipa all’High-Level Event on Climate Action and the Just Transition, in programma al Palazzo di Vetro nell’ambito del Climate Summit convocato dal segretario generale dell’ONU António Guterres. L’incontro punta ad accelerare la transizione energetica, rafforzando al tempo stesso sicurezza energetica e giustizia climatica.
Barbaro presenterà la posizione italiana per una transizione definita «pragmatica, inclusiva e tecnologicamente neutrale», richiamando il Piano Mattei e l’adesione dell’Italia alla NAP Implementation Alliance insieme a Brasile, Germania e UNDP.
Tra gli altri appuntamenti della missione figura la riunione di alto livello dell’Assemblea Generale dedicata alle minacce poste dall’innalzamento del livello del mare, convocata per il 24 settembre al quartier generale dell’ONU.
L’Italia intende in particolare riaffermare il sostegno ai SIDS, i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, tra i Paesi più vulnerabili all’aumento del livello degli oceani. Roma, ha ricordato Barbaro, coopera da quasi vent’anni con questi Paesi su energia sostenibile, adattamento climatico, sicurezza idrica e protezione degli oceani, con attenzione anche alla salvaguardia del patrimonio culturale e ai diritti umani.
In agenda anche un evento sul Fondo per le perdite e i danni (Loss and Damage Fund), lo strumento internazionale destinato a sostenere i Paesi particolarmente vulnerabili nell’affrontare le conseguenze del cambiamento climatico.
«La sfida non è scegliere tra azione climatica e sviluppo – ha dichiarato Barbaro da New York – ma trasformare la transizione in una leva di crescita sostenibile, sicurezza energetica e resilienza, affinché nessun Paese e nessuna comunità restino indietro». (@OnuItalia)
