NEW YORK, 4 SETTEMBRE 2026 – Torino perde il quartier generale dello United Nations System Staff College (UNSSC), ma resterà uno dei poli della nuova struttura di formazione delle Nazioni Unite. L’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato infatti la fusione dello Staff College con UNITAR, lo United Nations Institute for Training and Research, dando vita dal primo gennaio 2027 allo United Nations Institute for Capability and Learning Innovation (UNICLI).
La decisione, prima fusione tra organismi prevista nell’ambito della riforma UN80, è stata approvata il 3 settembre con 132 voti a favore, quattro contrari e un’astensione. Il quartier generale del nuovo istituto sarà a Ginevra, attuale sede di UNITAR, mentre Torino continuerà a operare come campus per la formazione e sede di incontri. Saranno mantenute anche le attività esistenti a Bonn, Hiroshima, New York e Madrid.
Per Torino il cambiamento è comunque significativo. Lo UNSSC, istituito nel 2002, aveva nel capoluogo piemontese il proprio quartier generale, all’interno del Campus ONU che ospita anche UNICRI e il Centro internazionale di formazione dell’ILO. Con la nascita di UNICLI la sede decisionale passerà invece in Svizzera.
Resta aperto soprattutto il nodo occupazionale. Nel dibattito in Assemblea Generale il Giappone ha fatto riferimento a una prevista riduzione del personale di circa il 26%, chiedendo chiarimenti sui dipendenti interessati e sulle modalità con cui verrà gestita la riorganizzazione. L’ONU assicura che la transizione sarà graduale e avverrà nel rispetto delle norme contrattuali e del personale, ma la struttura definitiva di UNICLI dovrà ancora essere definita.
L’Italia ha votato a favore della fusione, accompagnando però il sì con alcune riserve. Intervenendo dopo il voto, la rappresentanza italiana ha sottolineato l’investimento di “risorse considerevoli” per rafforzare il Campus. L’Italia sostiene ora questa fusione con l’obiettivo di ampliare l’offerta formativa delle Nazioni Unite, preservando al tempo stesso la presenza geografica, i livelli occupazionali e il coinvolgimento dei Paesi ospitanti, esprimendo la fiducia che il Campus di Torino possa essere “non soltanto preservato, ma ulteriormente rafforzato”.
Roma ha tuttavia espresso anche «sorpresa e preoccupazione» per l’iter seguito, deplorando l’accelerazione impressa al negoziato e la difficoltà per gli Stati membri di svolgere un confronto più approfondito su una riorganizzazione di questa portata. “Il dialogo, e non un semplice scambio di e-mail, è l’essenza del multilateralismo”, ha detto.
Sul futuro del Campus pesa anche la questione degli investimenti già programmati. Il bilancio 2026-27 dell’ITC-ILO indica 11,4 milioni di euro stanziati dal governo italiano per la riqualificazione delle strutture torinesi. Di questi, 3,4 milioni sono destinati al Padiglione Italia, la cui ristrutturazione era stata progettata espressamente per ospitare il quartier generale dello UNSSC e dovrebbe essere completata entro la fine del 2027.
La fusione rientra nel più vasto cantiere UN80, con cui il Segretario Generale punta a ridurre duplicazioni e costi e rendere più efficiente la macchina delle Nazioni Unite. UNITAR e UNSSC resteranno formalmente separati fino al 31 dicembre; dal primo gennaio nascerà UNICLI, mentre l’integrazione di strutture e personale proseguirà per tutto il 2027. (@OnuItalia)
