ROMA, 3 SETTEMBRE 2025 – Quattro granate sono state sganciate da droni israeliani sui militari Onu in Libano della missione di pace Unifil, a guida italiana. Secondo il contingente è stato ”uno degli attacchi più gravi” contro il proprio personale dal cessate il fuoco di novembre.
”Ieri mattina, alcuni droni delle Forze di Difesa Israeliane hanno sganciato quattro granate nei pressi delle forze di pace dell’Unifil impegnate a rimuovere i blocchi stradali che impedivano l’accesso a una postazione delle Nazioni Unite”, ha dichiarato la forza Onu in una nota. ”Una granata è caduta a meno di 20 metri di distanza dal personale e dai veicoli delle Nazioni Unite, mentre le altre tre sono cadute a circa 100 metri. I droni sono stati osservati mentre rientravano a sud della Linea Blu”, scrive l’Unifil sul suo sito.
”Le Idf erano state informate in anticipo dei lavori di sgombero stradale in corso da parte dell’Unifil nella zona, a sud-est del villaggio di Marwahin. Per motivi di sicurezza, i lavori di ieri sono stati sospesi a causa dell’incidente. Qualsiasi azione che metta in pericolo le forze di pace e i loro beni, nonché qualsiasi interferenza con i compiti loro assegnati, è inaccettabile e costituisce una grave violazione della Risoluzione 1701 e del diritto internazionale. È responsabilità delle Forze di Difesa Israeliane garantire la sicurezza e l’incolumità delle forze di pace che svolgono i compiti assegnati dal Consiglio di Sicurezza” si legge ancora.
Il 27 novembre 2024 era stata siglata l‘intesa tra Israele e Libano per il cessate il fuoco, con la mediazione degli Stati Uniti. L’accordo seguiva due mesi di guerra aperta in Libano e circa un anno di colpi reciproci lungo il confine, tra i miliziani islamici di Hezbollah e le Idf.
Prima della tregua -ricorda Il Fatto Quotidiano – il ministero della salute di Beirut contava 3.823 morti in Libano dal 7 ottobre 2023, il giorno dell’eccidio compiuto da Hamas in Israele con circa 1400 vittime. Secondo l’Onu, circa 900mila persone sono state costrette a lasciare le loro case. Da parte israeliana, in tredici mesi sono stati uccisi 82 soldati e 47 civili. Il 17 settembre 2024 Israele ha compiuto una delle operazioni d’intelligence più raffinate degli ultimi decenni: l’attacco ai membri di Hezbollah con esplosioni a distanza di cercapersone e altri apparecchi che hanno mutilato centinaia di membri del Partito di Dio.
Nel mirino delle forze di difesa israeliane sono finiti anche i militari delle Nazioni Unite. A novembre, prima dell’intesa, vi sono stati almeno tre attacchi ai caschi blu nel sud del Libano. Quattro peacekeeper ghanesi sono stati feriti presso la loro base Unp 5-42 vicino al villaggio di Ramyah. In seguito a tali episodi l’Argentina decise il ritiro dei suoi soldati dalla missione.
Il 22 novembre infine anche il contingente italiano fu colpito presso la base di Shama nel sud del Libano. Secondo il ministro Tajani provenivano da Hezbollah, ma il titolare della Difesa Guido Crosetto lanciò l’appello a Israele per evitare ”l’utilizzo delle basi Unifil come scudo”. Quattro italiani sono rimasti feriti non in modo grave. In quel caso, due razzi da 122 millimetri colpirono l’esterno del bunker, con i soldati investiti da schegge di vetro e pietrisco.
