NEW YORK, 28 AGOSTO 2025 – Cala il sipario sulla missione UNIFIL. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato il prolungamento delle operazioni di peacekeeping nel sud del Libano fino alla fine del 2026, quando inizierà un “ritiro ordinato e sicuro” della durata di un anno. I Quindici hanno adottato la bozza di risoluzione francese all’unanimità dopo che è stato raggiunto un compromesso con gli Usa che premevano per una rapida conclusione della missione a cui l’Italia contribuisce con un migliaio di unita’ tra militari e civili, pari a un decimo circa del totale.

Entro il 1° giugno 2026 il Segretario Generale presenterà le opzioni per il futuro della risoluzione 1701 dopo il ritiro della missione. Fino ad allora, UNIFIL continuerà a operare a sostegno delle parti per l’attuazione della 1701, ha detto un portavoce dell’Onu in una dichiarazione pubblicata dopo l’adozione della bozza. La liquidazione della missione inizierà una volta completato il ritiro.
Le Nazioni Unite collaboreranno con i governi di Libano e Israele e con i Paesi contributori di truppe per garantire una transizione sicura. L’ONU ribadisce il suo impegno ad accompagnare le parti verso un cessate il fuoco permanente e una stabilità duratura lungo la Blue Line, ha affermato il portavoce.
Stop alle operazioni il 31 dicembre 2026
Schierata dal 1978 e oggi composta da più di 10mila caschi blu provenienti da più di 50 paesi, UNIFIL dal 2000 sorveglia sul rispetto della linea di demarcazione tra i due paesi, che segna il limite entro il quale le truppe israeliane si ritirarono dal Libano dopo 22 anni di occupazione. Dopo l’ultima guerra con Hezbollah, solo in parte interrotta dal cessate il fuoco di novembre scorso, Israele è tornata a occupare militarmente alcune porzioni di territorio nell’estremo sud del Libano.

Israele aveva chiesto alle Nazioni Unite di sciogliere la missione, dopo aver accusato da tempo i caschi blu di aver chiuso un occhio sul rafforzamento militare di Hezbollah lungo il confine. Secondo Israele, ora che Hezbollah è stato gravemente indebolito dalla recente guerra, la missione di pace è diventata obsoleta. Le Nazioni Unite, dal canto loro, hanno accusato Israele in diverse occasioni di aver aperto il fuoco contro i propri peacekeeper in Libano, ferendone decine. A sua volta il Libano, al pari di varie capitali europee, aveva insistito che un ritiro prematuro dei peacekeepers rischia di rompere la fragile tregua raggiunta in novembre tra Israele e i miliziani legati alla comunità sciita del Libano e storicamente sostenuto da Iran e Siria. La versione del testo adottata “chiede a UNIFIL di cessare le sue operazioni il 31 dicembre 2026 e di avviare da questa data ed entro un anno il ritiro ordinato e sicuro del suo personale, in stretta consultazione con il governo libanese”.
L’obiettivo è “di rendere il governo libanese l’unico garante della sicurezza nel Libano meridionale”. Gli Usa, alleati di Israele, avevano a più riprese messo in dubbio l’efficacia dell’azione di Unifil, il cui comando di recente e’ passato nelle mani del generale italiano Diodato Abagnara.
Le reazioni di USA, GB, Libano e di Israele
Pur avendo votato per la risoluzione, la Gran Bretagna ha espresso rammarico per il fatto che la decisione non sia stata presa sulla base di una “valutazione fondata su prove dell’impatto del ritiro” di UNIFIL.
“Il Regno Unito ritiene che un ritiro prematuro di UNIFIL rischia di favorire un contesto di sicurezza che Hezbollah potrebbe sfruttare”, ha dichiarato James Kariuki, vice rappresentante britannico presso le Nazioni Unite: “Ciò danneggerebbe le comunità su entrambi i lati della Blue Line e ostacolerebbe gli sforzi per un accordo politico di lungo termine”. Per gli Stati Uniti la rappresentante ad interim, Dorothy Shea, ha dichiarato che l’amministrazione Trump sostiene la conclusione della missione. “Gli Stati Uniti ricordano che la prima ‘I’ in UNIFIL sta per Interim (provvisoria)”, ha detto la Shea nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza: “È giunto il momento che la missione di UNIFIL si concluda”.
Il compromesso approvato e’ stato valutato positivamente sia dal Libano che da Israele. Il premier libanese Nawaf Salam, che nei giorni scorsi aveva discusso le prospettive del rinnovo del mandato con il Generale Abagnara, ha accolto con favore la decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di prorogare il mandato della forza di pace Onu fino alla fine del 2026, programmandone il ritiro entro la fine del 2027 ringraziando la Francia, che ha avviato la proposta, nonché “tutti gli Stati amici” membri del Consiglio di Sicurezza “che hanno dimostrato comprensione per le preoccupazioni del Libano”.
E anche Israele, ma per ragioni opposte, ha applaudito alla decisione che porrà
fine alle forze di pace di UNIFIL nel 2027. “Per una volta, abbiamo delle buone notizie dall’Onu”, ha dichiarato Danny Danon, Rappresentante Permanentedi Israele al Palazzo di Vetro. (@OnuItalia)
