NEW YORK, 19 MARZO – Un importante incontro dedicato alla situazione in Libano, con la partecipazione dell’Ambasciatore Maurizio Massari e della Coordinatrice Speciale delle Nazioni Unite per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, si e’ svolto oggi presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite.
La riunione ha offerto un’opportunita’ cruciale per approfondire le dinamiche sul terreno e discutere le azioni più efficaci che la comunità internazionale può intraprendere per sostenere i compiti dell’ONU nel paese.
L’Italia ha ribadito il suo fermo sostegno politico e operativo all’impegno delle Nazioni Unite in Libano, inclusa la missione UNIFIL, che vede un’importante partecipazione italiana con oltre mille unita’ schierate sul campo lungo la Linea Blu. L’incontro ha rafforzato il messaggio dell’Italia a favore della stabilità del Libano e della sicurezza dell’intera regione, con un’attenzione particolare agli equilibri tra Libano e Israele.
Attraverso il suo impegno diplomatico e militare, l’Italia continua a essere un partner di primo piano nelle iniziative internazionali volte a promuovere la pace e la sicurezza nel Mediterraneo orientale, si e’ riaffermato nella riunione, che ha fatto seguito al briefing del 17 marzo della Hennis-Plasschaert in Consiglio di Sicurezza: “Ottimismo cauto e’ il sentimento del giorno”, aveva detto la Coordinatrice speciale in quella occasione riassumendo il recente processo di formazione del governo in Libano, ma anche evidenziando come il prolungato vuoto di leadership abbia lasciato la nuova amministrazione con poco più di un anno per affrontare una serie di sfide complesse.
Parlando insieme al Sottosegretario Generale per le Operazioni di Pace, Jean-Pierre Lacroix, la Hennis-Plaeschaert aveva fornito al Consiglio un quadro della situazione della sicurezza nel paese. Pur riconoscendo che la cessazione delle ostilità è rimasta in vigore, aveva aggiunto che ciò non significa che tutte le attività militari sul territorio libanese siano cessate. Aveva inoltre spiegato che la presenza costante delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) in territorio libanese, insieme ai continui attacchi, potrebbe facilmente causare “gravi effetti a catena” sul lato libanese della Linea Blu.
“Abbiamo urgentemente bisogno di discussioni diplomatiche e politiche capaci di tracciare un percorso verso la piena attuazione della Risoluzione 1701”, aveva sottolineato Hennis-Plasschaert, avvertendo che lo status quo, alimentato in parte dalle divergenze interpretative dell’Intesa di Novembre e della Risoluzione 1701, o da un’applicazione selettiva delle loro disposizioni, non farebbe altro che portare a una nuova escalation. (@OnuItalia)