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venerdì, Marzo 28, 2025

COP16bis: summit alla FAO per un accordo contro la perdita di biodiversità

ROMA, 25 FEBBRAIO – Da oggi fino al 27 febbraio, i governi di tutto il mondo si riuniscono alla FAO di Roma alla Conferenza delle Parti sulla Biodiversità (COP16Bis). L’obiettivo prioritario del summit delle Nazioni Unite è un accordo per garantire finanziamenti sufficienti a proteggere e ripristinare gli ecosistemi naturali in modo giusto ed equo, nel prossimo decennio e oltre. L’appuntamento arriva a pochi mesi dalla COP16 di Cali, in Colombia, sospesa lo scorso 2 novembre per il mancato accordo sulle risorse economiche che i Paesi del Nord globale hanno promesso di destinare al Sud del mondo per contrastare la perdita di biodiversità.Biodiversity Beyond National Jurisdiction”Non stanziare finanziamenti adeguati di fronte alla crisi della biodiversità in atto significa condannare il pianeta a un’ulteriore perdita di natura e all’estinzione di molte altre specie – ha dichiarato An Lambrechts, a capo della delegazione di Greenpeace alla COP16 – I negoziati di Roma devono dimostrare ambizione, avanzamenti rapidi e cooperazione globale. Non possiamo accettare mezze misure: servono nuovi finanziamenti aggiuntivi che arrivino dove servono davvero, per proteggere sia la natura che le persone”.
Proprio per richiamare l’attenzione dei governi sui finanziamenti da destinare alla protezione della natura, ieri Greenpeace è entrata in azione davanti alla FAO: sei grandi tessere da domino, raffiguranti una banconota di dollari statunitensi e diverse specie animali, esseri umani inclusi, sono state disposte nel prato antistante l’edificio e accompagnate da alcuni striscioni per chiedere il rispetto degli impegni. Tra i messaggi in italiano esposti dagli attivisti e dalle attiviste di Greenpeace: ”Se cade la natura, casca il mondo” e ”Mantenete le promesse, salvate la natura”.
”La seconda fase della COP16 a Roma è un’opportunità cruciale per colmare le lacune ancora aperte dopo i vertici di Montreal e Cali. È il momento di trasformare l’ambizione in azioni concrete – commenta Laura Caicedo, coordinatrice delle campagne di Greenpeace Colombia. Per gli ambientalisti ”è urgente che i Paesi più ricchi si assumano le proprie responsabilità e trovino una soluzione efficace ed equa per finanziare la protezione della biodiversità globale. Non possiamo continuare a rimandare decisioni essenziali: gli ecosistemi stanno collassando e le comunità che da essi dipendono non possono più aspettare”.Per un pieno successo dei negoziati, ci si attende che vengano mobilitati attraverso finanziamenti pubblici almeno 20 miliardi dollari all’anno entro il 2025 e 30 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, affinché il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (KM-GBF), il Quadro Globale per la Biodiversità scaturito della storica COP15 di Montreal del 2022, possa essere implementato.
Le associazioni ambientaliste chiedono inoltre che venga garantito un accesso diretto ai finanziamenti per la protezione della natura ai Popoli Indigeni e alle comunità locali, che il fondo di Cali sia reso operativo in modo equo e giusto e che i settori utilizzatori di informazioni genetiche derivanti dalla biodiversità forniscano effettivamente contributi significativi per il ripristino della natura. Greenpeace auspica infine un un piano operativo già nel 2025 per ridurre gradualmente, riformare ed eliminare gli incentivi finanziari dannosi per la natura.

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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