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Immigrazione: Link 2007 propone una conferenza nazionale, “rivedere la Bossi-Fini”

ROMA, 9 SETTEMBRE – È dagli anni Settanta che l’Italia conosce il fenomeno migratorio, ma io residenti stranieri erano allora alcune decine di migliaia a fronte dei cinque milioni di oggi, di cui 3,5 extracomunitari. “Il quadro normativo vigente non è più adeguato”, spiegano le organizzazioni della societa’ civile che fanno capo a Link 2007: “La modifica della Bossi-Fini del 2002 diventa indifferibile, così come quella del testo unico sull’immigrazione”. Le Ong chiedono alla Presidenza del Consiglio di convocare una conferenza nazionale per uscire dell’immediatezza e dall’infinita emergenza.

“L’immigrazione in Italia sembra essere fuori controllo. Gli slogan elettorali cozzano contro l’esigenza di governarla di fronte a continui nuovi arrivi dal Mediterraneo o dalla rotta balcanica. Crescono le contrapposizioni non solo tra maggioranza e opposizione ma anche tra governo e regioni, prefetti e sindaci, decisori politici e operatori sociali. Con sempre maggiore insistenza si reclamano visione strategica, programmazione, adeguate risorse, modalità e strumenti operativi non ideologici”, scrive Link 2007 notando che dalle imprese arriva la segnalazione  della necessità di alcune centinaia di migliaia di lavoratori, mentre d’altra parte continuano a trovare ascolto le voci di demagoghi con le loro dissennate ricette per cancellare la mobilità umana”.

Secondo Link 2007, il fatto migratorio viene da tempo affrontato in chiave strettamente nazionalistica, focalizzando gli interventi sulla sicurezza e il contrasto, debilitando il sistema di accoglienza e integrazione esistente, rinunciando all’approfondimento politico e all’analisi. Mancano pero’ le idee su come governare la migrazione nella sua complessità.

Link 2007 ricorda che esistono linee guida elaborate in molte sedi multilaterali. Le più recenti e valide sono il Patto globale sulla migrazione e il Patto globale sui rifugiati: “Purtroppo pero’ – rileva – il Governo italiano ha rifiutato, nel dicembre 2018, perfino di partecipare alla Conferenza ONU di Marrakech che ha adottato il Patto globale sulle migrazione, alla cui elaborazione l’Italia aveva peraltro contribuito”.

Tra le proposte già sul tavolo per la gestione delle migrazioni, Link 2007 ricorda alcune delle più significative: istituzione del Ministro della migrazione, l’asilo e l’integrazione per coordinare le competenze frazionate in più ministeri; ampliamento e semplificazione degli ingressi regolari per contrastare il traffico di esseri umani; accoglienza diffusa sul territorio, rafforzando il Sistema di accoglienza e integrazione – Sai; valorizzazione del Terzo Settore, degli enti religiosi e delle diaspore organizzate; introduzione di meccanismi di regolarizzazione su base individuale per coloro che sono già stabilmente inseriti in Italia; rispetto del principio di non discriminazione e contrasto a ogni forma di razzismo e odio; tutela delle vittime di tratta, violenza e sfruttamento; accordi di partenariato con i Paesi di provenienza e di transito per definire programmi pluriennali di sviluppo sostenibile; ampliamento delle competenze comunitarie in materia migratoria.

“Sarà inoltre importante valorizzare le nuove generazioni discendenti da immigrati, attuando le proposte di cittadinanza basate sullo ius culturae o ius scholae o ius communitatis, e prevedere l’elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali per gli stranieri regolarmente residenti. Uscire dall’approccio emergenziale degli ultimi anni richiede anche una riflessione sulla narrazione e sul discorso pubblico, che rimane parziale e lacunoso. Potrebbe essere un errore abolire ogni distinzione tra i rifugiati in fuga da guerre e violenze – portatori di bisogni specifici protetti dalle convenzioni internazionali – e chiunque si muova spinto dal naturale desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita. Ne deriverebbe un’inevitabile svalutazione delle convenzioni stesse, sulla cui base rimane comunque indubbio che chiunque cerchi protezione deve avere diritto ad un esame imparziale della propria richiesta. Le percezioni e le paure dei cittadini, infine, anche quando non corrispondono alla realtà dei fatti, non sono da sottovalutare, ma devono essere prese in seria considerazione per fornire risposte per il loro superamento, avversando così la propaganda interessata ad alimentare e gestire strumentalmente la paura”. (@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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